Il sud

Guardavo stamattina il blog di un vecchio amico pugliese che ora vive in Svezia e ho cominciato a pensare alla gente del sud, e in particolare al viaggio che feci anni fa in giro per la Puglia passando anche da Monteroni o Muntruni come dicono i salentini, un comune alle porte di Lecce dove era cresciuto il mio amico.

Ricordo bene il calore della sua famiglia nell’accoglierci come fossimo parenti, le risate davanti a una bottiglia di vino fatto in casa e le mangiate memorabili accompagnate dalla puccia, un pane rotondo e farcito che aveva preparato sua madre e con il quale ci riempimmo la macchina e la pancia.

E’ facile cadere nel luogo comune del meridionale ospitale e mangione, ma io quei giorni li ricordo esattamente così, ricordo anche la semplicità nel divertirsi che da noi ‘settentrionali’ verrebbe snobbata come fare una passeggiata per le vie del centro o mangiare un gelato dopo cena. Qui per fare serata bisogna spendere un capitale nel bar più frequentato cominciando presto con un interminabile aperitivo e finire alle cinque del mattino sbronzi, incapaci di comunicare aldilà di monosillabi.

Ricordo anche che il giorno in cui dovevamo partire per rimetterci in viaggio – avevamo già pronta la nostra tabella di marcia in perfetto stile nordico – la mamma del mio amico non era d’accordo che ci si mettesse in macchina con quel caldo, noi provammo a insistere un pochino perché non volevamo arrivare tardi alla prossima meta. Ma non ci furono ragioni…lenzuola candide e profumate ci aspettavano nella penombra di una camera fresca dagli scuri abbassati, e nel silenzio immobile della casa, dopo un abbondante pranzo annaffiato dell’onnipresente vino nostrano, piombammo in un sonno felice.

Il mio amico da tempo non vive a Monteroni e come lui tantissimi altri ragazzi hanno abbandonato il sud, per studiare, lavorare o cercare qualcosa che là non trovavano; chi decide di partire lo sa da sempre eppure, nonostante il distacco sia spesso definitivo, il legame con la famiglia e la propria terra rimane indissolubile. Per chi vive al nord invece, il distacco è quasi impossibile, sei attirato dal falso benessere retaggio della provincia arricchita e con questo ti comprano, soffocando qualsiasi tentativo di libertà o approccio ad una vita diversa, altrove.

Pensando alla Puglia la mente è andata a due film di Sergio Rubini che ho visto recentemente: “La terra” e “L’uomo nero”, i film mettono a nudo alcune peculiarità non troppo confortanti della gente del sud conditi però con l’ironia di chi conosce bene ciò che descrive e alla fine ce n’è per tutti, nord, centro o sud che sia.

Ridere, e ridersi addosso fa sempre bene; la vita senza ironia sarebbe insopportabile.

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Un pensiero su “Il sud

  1. Cara Erica, che sorpresa leggere questo post!gli anni sono passati e anche io conservo fresco il ricordo bellissimo del vostro viaggio in Puglia e della vostra visita a Muntruni; delle pucce e delle pennichelle pomeridiane… e dalla lontana Svezia ti posso dire che fa benissimo guardarsi indietro, apprezzare quello che ti ha dato il sud e i suoi valori positivi ma nello stesso tempo criticarne aspramente i difetti, pur nell’attaccamento quasi ossessivo alla terra e alla famiglia.. Però ti devo dire che non sono rimasto deluso dalla mia esperienza al nord, anzi! Ritrovo tanti pezzi di italianità “positiva” in Puglia come in Emilia ogni volta che atterro in patria! Forse, per capire l’Italia tutta intera, bisogna necessariamente affrontare il distacco…

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