Lo spazio bianco

Questo è un film femminile.

Per donne.

O per uomini sensibili con un particolare interesse al tema.

Il tema è l’attesa. Non perché il film sia lento, ma perché si attende la nascita di una bambina che nessuno sa se vivrà o morirà, nata di sei mesi.

Ma c’è ben altro del mero fatto prenatale.

Il film mi ha fatto riflettere sulla precarietà di noi donne moderne.

Non c’è tregua e la pace dei sensi sembra ancora lontana da raggiungere.

Siamo troppo vecchie o troppo giovani.

Troppo grasse o troppo magre.

Lavoriamo troppo o troppo poco.

Abbiamo una relazione seria o diversivi.

E quel senso di incapacità che si insinua piano: saremo delle brave madri?

Guardala dall’angolazione che vuoi, ma rimane il fatto che i figli, son di mammà.

Ci vuole quella dose di coraggio in più che gli uomini non hanno, a volte anche incoscienza, per decidere di affrontare il viaggio.

Il film non è mai scontato e non scivola nella banale tentazione di drammatizzare l’ovvio.

Mostra invece con discrezione e tatto l’incertezza della vita e come a volte le nostre fragilità siano l’elemento che ci fortifica.

A far da cornice una Napoli qualunque, semplice negli scorci quotidiani ancora più umana del solito.

Nina Simone chiude il film.

Sempre un gran bel modo di finire. ascoltala

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2 pensieri su “Lo spazio bianco

  1. ciao Nina e buon giorno e buona domenica per il film che ti sei fatto nn credo che l’uomo che ti ama trascura la propria donna,sarebbe assurdo nn prendersi le responsabilità anche lui, e vero che le donne lavorano troppo o nn fanno nulla, ma gia la conduzione della casa e gia un lavoro, poi se il bimbo nasce di sei mesi nn e detto che nn va avanti, stai senza pensiero che tutto andrà bane, l’amore che hai per lui va avanti e nn ti lascerà perche lui fa parte di te, ti auguro una bella domenica con un bel sorriso, a presto ciao e stai tranquilla ciao

  2. La vera differenza sta nella scala di priorità che ci sono tra uomini e donne.
    Anche una donna puo’ essere donna in carriera ed essere madre (probabilmente assente).
    Cosi’ come un padre in carriera probabilmente sarà un padre assente. Non c’è differenza. Questioni di scelte.
    Il punto è permettere agli stereotipi, particolarmente radicati in questa Italietta, di condizionare le scelte. Sia per maschietti che per femminucce.
    Non sono assolutamente d’accordo quando dici lavorimo troppo o troppo poco, troppo grasse o troppo magre, relazione o diversivi.
    Chi lo dice? Le scelte devono essere strettamente individuali, il lavoro, la famiglia, la vita sentimentale, e scegliere se si vuole condividere con qualcuno o meno, se ne vale la pena.
    Il problema è di chi non riesce a scegliere autonamente e si fa trascinare dal modello prestabilito.

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