Sofia, la grande saggia

Sofia è nata cuspide, ma aveva una gran fretta di essere un gemelli. In sala parto ci siamo rimaste per diciotto minuti prima di nascere, con un parto definito precipitoso. Il massimo della vita, se non contiamo il momento di terrore nell’attimo in cui ho capito che avrei partorito senza troppo preavviso.

Mi ha regalato una fantastica notte di sonno in ospedale, cosa che sua sorella non mi aveva concesso, e su quell’andazzo ha continuato per tutti i mesi della sua vita.

Aveva capito fin da subito che non era il caso di emulare i concerti degli Ac/dc, di fare piazzate isteriche alla Sgarbi o crisi inconsolabili di pianto stile Grande Fratello. La sua missione era portare la pace in terra, e in particolare a casa mia.

E così è stato. E’ con grande orgoglio che dico, con un po’ di esagerazione: “mangia e dorme”. E’ strano che sia io ora a dire questa frase perché quando Julia era una neonata e sentivo le altre mamme pronunciare quelle tre parole mi veniva voglia di prendere una Smith and Wesson e fare fuoco alla Vincent Vega.

Eppure, questi bambini esistono. 


E’ anche una bellezza, bionda con gli occhi azzurri, ampiamente sopra la media per quanto riguarda il peso, è dolce, simpaticissima e pigra. Se ne sta lì sul tappeto, guarda il mondo, sgambetta quel tanto che basta per farle tornare l’appetito e poi, con indolenza, mi chiama quando è stufa di far ginnastica. Quando ha imparato a girarsi dalla schiena alla pancia, l’ha fatto per una decina di giorni e poi s’è stancata, forse è già come i genitori in continuo bisogno di stimoli nuovi onde evitare la noia, oppure semplicemente è l’antisport.

Adesso ha cinque mesi, può stare un po’ seduta da sola prima di scivolare all’indietro al rallenty, e se la gode da matti a guardare in giro, fare versi alla gente, produrre copiosamente saliva sotto forma di bolle, intrattenere una fitta rete di relazioni sociali.

In questo momento sta dormendo nel suo letto, si è addormentata da sola of course, in compagnia della bestia nera, Baghera; la guardo ed è l’immagine della beatitudine; non una cattiveria, non un pensiero, solo amore.

Perché non siamo capaci di imparare dai bambini?

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Un pensiero su “Sofia, la grande saggia

  1. buon giorno i bambini hanno tanto da impararci ma noi nn ci dedichiamo ad imparare da loro ti auguro che tutto procede bene per te ( DIO C’E ) e questo e molto importante buona giornata a presto

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