Sensazionalismo e paranoia

Ho saputo oggi che un mio famigliare è stato di recente al pronto soccorso per uno strano, sospetto dolore al petto.

Fatti gli esami e raggi di rito, è emerso che non ha un bel nulla, eppure nella sua testa, come del resto nella mia quando ero all’ospedale, non poteva spegnersi quella vocina che diceva continuamente “e se fosse…?”

Parlandone poi con lui, il film che si era creato era nato da una notizia letta sul giornale cittadino, che certo non è famoso per essere scritto da premi Pulitzer.

La  notizia che da giorni tiene banco sulle prime pagine è quella di un ragazzino morto per polmonite fulminante; certo a farne le spese è stato lui e la sua famiglia e come minimo andrebbe mantenuto riserbo e discrezione come tutela del dolore dei famigliari e soprattutto troncata sul nascere questa NON NOTIZIA creata dalla smania di successo di qualche insignificante cronista.

I giornalisti mediocri che popolano i nostri giornali e televisioni stanno creando forme di paranoia collettiva che sfuggono ormai al controllo.

Persone normali con vite e lavori normali d’improvviso si trasformano in psicopatici del rimedio, in costante ricerca sul web di forme batteriche e la loro classificazione, nuove malattie che a malapena pronunciano autodiagnosticandosi ogni genere di sventura.

Chi non è affetto da questo genere di patologia ha altri modi per sfuggire al continuo e incessante martellio di televisione e notizie sensazionalistiche che annunciano pandemie – che non arriveranno mai– omicidi, stupri, rapine e morti varie: drogarsi o bere.

Non è un caso che già alle Scuole Medie i ragazzi comincino a bere o a drogarsi.

Ma certo! E chi vuole vivere in questo brutto mondo?

Dove una Barbara d’Urso qualunque mette in piazza alla domenica pomeriggio l’ennesimo caso di malasanità in cui una dolce bambina muore per una banale malattia, dove dappertutto si grida che il caldo è “un caldo mai registrato negli ultimi cento anni”, dove un onesto padre di famiglia “muore sul colpo travolto da un’auto guidata da uno straniero”, dove c’è sempre un “allarme maltempo”, dove le morti sono sempre fulminanti e le ragazzine vengono prima uccise e poi fatte oggetto di attenzione maniacale dal pubblico.

E’ il sensazionalismo, l’attaccamento morboso al dettaglio, la spettacolarizzazione della morte che sta fottendo gli italiani.

Una volta eravamo un popolo aperto, burlone, caciarone, ora sembriamo lo spettro di noi stessi; troppo bombati di psicofarmaci per godere il ritmo della vita, troppo fatti di coca per capire la realtà, troppo ubriachi per interessarsi alla gente.

E se anche decidi come noi di eliminare la televisione, non è detto che si possa sfuggire al morbo da tragedia imminente, chiunque ne è affetto; la tua amica al telefono, i clienti alla cassa del supermercato, le mamme all’uscita dell’asilo, perfino il tuo vicino che sembrava tutto d’un pezzo.

Come fare per curarsi?

Non lo so.

A volte sento che è una lotta contro i mulini a vento, ma vale la pena provarci.

Bisogna scegliere di Vivere.

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2 pensieri su “Sensazionalismo e paranoia

  1. si …certo, sono la cotecchia..o Alessia Banzola (il giusto omaggio alla dolce Giulia). Si cara mia… sono cariche di significato VERO le tue righe. Si cerca di vivere..e i più ..forti o scaltri ci riescono. Si combatte ogni giorno contro tutti…si anche contro la commessa dell’Accademia..che durante lo spazio shopping… “ossigeno” … ti riporta al negativo..alla difficoltà e alla sofferenza.
    Ma mi chiedo…innanzitutto… i negozi..non erano aree TOTAL FREE?? Ci hanno scritto pure dei libri su…! Si …anche se..pure lei, quando comprava..lo faceva per un non so qualche motivo… strano 😉

    Continua a scrivere..amica, continua..
    Le tue parole danno vita a contenuti utili a chi legge e pensa…

  2. In questi giorni di vacanze me la sto prendendo con calma. In ufficio ci vado, ma con calma. Passando quindi più tempo a casa nel dopo pranzo, ad esempio, mi sono accorto di un mondo che mi fa ribrezzo. Decine di trasmissioni che per ore parlano di Sara, Yara, Mara, Lara, ecc. Indagano, fanno ipotesi, intervistano i vicini, mandano “giornalisti” ovunque, invitano criminalisti e grandi psicologi.
    Ma che razza di mondo è questo?!

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