Donne spaventate guerriere

Prendo spunto da una notizia letta oggi sulle principali testate nazionali della morte della modella francese Isabelle Caro protagonista qualche anno fa di una pubblicità shock contro l’anoressia firmata da Oliviero Toscani. Isabelle aveva ventotto anni, era alta un metro e sessantacinque e pesava 31 chili.

E’ morta a Tokyo dimenticata dai tanti che l’avevano vista disgustati nelle foto pubblicitarie, ma penso che in pratica fosse morta già da tempo.

Credo sia fuori luogo disquisire sui motivi per i quali una bambina di dodici anni decide di smettere di vivere per iniziare un calvario di sofferenza e privazione, non ne ho le conoscenze tecniche e di luoghi comuni sull’argomento ne è pieno il mondo.

Ma non posso dimenticare la tristezza che ho provato nel pensare ad una ragazza tanto giovane che muore in un luogo lontano di una morte tanto assurda.

Penso alle mie bambine, a noi donne e a quanto poco bene ci voglia la società, gli uomini moderni, e in ultima analisi, noi stesse.

A dodici anni i ragazzi già mi dicevano che il mio sedere era troppo grosso e ho vissuto per lungo tempo con questo complesso nascondendo sistematicamente il fondoschiena con maglie extra large, per non parlare dell’agonia quando si trattava di indossare il costume da bagno. E sapete qual è stata la fregatura? Che invece avevo un fisichetto niente male.

Come me, un miliardo di altre ragazze hanno vissuto e vivono oggi lo stesso disagio e la ragione è che su noi donne c’è un’aspettativa estetica maggiore che per gli uomini. La società intesa come aziende d’abbigliamento, ditte pubblicitarie e mass media in generale ci sono dentro fino al collo e sono marci dentro. Tutta la mia vita ho avuto la taglia 44, eppure ora, pur essendo più o meno dello stesso peso, non ci entro più, devo prendere la 46; a trentaquattro anni mi incazzo di brutto e boicotto il negozio che vende false taglie ma se fossi una ragazzina e fossi forzata a comprare una taglia più grande, forse anche io comincerei a non mangiare, forse anch’io comincerei a odiare il mio corpo.

Penso alle mie figlie e al modo di proteggerle da tutta questa idiozia, da questo odio verso il corpo femminile e non riesco a trovare una soluzione.

E’ deprimente vedere che il problema comprende anche le donne più mature; passeggio per il centro elegante della mia città e vedo dei mostri in corpi di donne. Donne di cinquanta e passa anni con facce di plastica, vestite da adolescenti, terrorizzate di invecchiare, aggrappate a quell’immagine sexy contro natura che gli uomini si aspettano.

Per forza, è noto a tutti che una donna matura diventa una tardona mentre un uomo maturo è interessante.

C’è bisogno di tornare alla tenerezza, di tornare alla forza della nostra natura, di tornare ad essere come siamo sempre state fino a cinquant’anni fa.

Isolarsi dal mondo è impossibile poiché gli imput sono onnipresenti, e allora donne: coraggio!

Forse a noi ci hanno già fottuto, ma le nostre figlie ancora no, insegniamoli che la bellezza non ha dettami rigidi né modelli prestabiliti adatti a chiunque, insegniamoli che la libertà di scegliere è vita.

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Un pensiero su “Donne spaventate guerriere

  1. Se ci fosse il tasto MI PIACE, lo cliccherei indubbiamente.

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