Ieri, oggi e domani

Di ritorno dall’Ikea, dove ho comprato dei tappetini per il bagno in pendant con la mia nuova tazza del bagno -potrei essere più desperate housewife?-, penso alla gioia di fare acquisti.

O meglio…quando era una gioia acquistare qualcosa.

Con uno stipendio in due ogni volta che c’è da comprare qualcosa di “superfluo” la mente visualizza subito quella pagina web dal titolo minaccioso ‘estratto conto e lista movimenti’ .

E’ il divertimento sparisce.

Parliamo di abbigliamento.

Quando ero incinta della prima figlia avevo tenuto religiosamente tutti i vestiti che usavo prima della gravidanza, quando ancora ero normale,  magra non la sono mai stata, ero una a cui le commesse si riferivano come falsa magra .

Tenendo quei vestiti conservavo segretamente la speranza che un giorno ci sarei potuta tornare dentro.

Avete presente Miranda di Sex and the city quando parla dei suoi skinny jeans?

Anch’io avevo tenuto i miei jeans stretti.

Con la seconda gravidanza però sono diventata più realista e ho buttato via tutto; bisogna essere concreti, che poi uno si deprime nell’aprire l’armadio e vedere sempre quei pantaloni appesi a ricordarci beffardi che non torneremo più come prima.

E poi, in termini molto più da massaia, è roba che occupa un sacco di posto nell’armadio.

Ho anche buttato via quelle cose che mettevo per andare nei locali, tirare tardi e pretendere di non aver ancora compiuto trent’anni: minigonne, maglie aderenti, paillettes e varie. Non mi ci vedo più vestita così, non è un fatto di pudore o di depressione post partum, è una questione di decoro morale. Non si può rimanere ancorati al passato.

Il passato è stato grandioso, ma anche il presente lo è, in modo diverso.

Cambiare taglia in eccesso non è mai bello, ci vuole tempo per metabolizzarlo.

Non si dovrebbe fare acquisti subito dopo il parto, i fianchi sono più ampi e quell’irritante rotolo non accenna a sparire, in inverno siamo giallastre e quegli specchi al neon dei negozi evidenziano sempre quel punto nero sul naso o i baffi che ricrescono impietosi.

Se poi abbiamo la sfiga di incontrare, magari per strada con bambini strillanti al seguito, la fidanzata perfetta del nostro ex, quello che ci ha piantato e che se ci pensiamo ancora il nostro ego si duole, beh ci sono due possibilità: se lei non ci ha visto scappare nel primo borghetto con passo affrettato facendo la vaga oppure affrontarla di petto con un sorriso a quarantacinque denti.

Chi lo dice che in fondo non sia lei ad invidiare noi, lei che continua a insistere per farsi sposare e becca sempre dei no, lei che un mese sì e un mese no chiede se anche a lui non piacerebbero dei bambini un giorno, lei che è costretta a lustrarsi tutti i weekend per farsi notare da lui che sulla soglia dei quaranta fuma ancora le canne.

Credetemi, alla fine è stato meglio che vi abbia mollato.

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2 pensieri su “Ieri, oggi e domani

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