I piani d’azione di Julia

La parola preferita di mia figlia Julia, e forse di tutti i bambini tra due e tre anni, è: NO.

Che parola dolce dal suono soave!

“July, ci mettiamo a tavola?” “NO!”

“Amore, leggiamo un libro insieme?” “NO!”

“Tesoro, andiamo a fare un giro al supermercato?” “NO!”

“Dai un bacio grande alla tua mamma?” “NO!”

Queste sono le grandi soddisfazioni di diventare madre.

In fondo, è il suo primo impulso di ribellione – ovviamente nulla in confronto a ciò che avverrà in una decina di anni – ; ha scoperto che ha una certa autonomia di cambiare il corso degli eventi ed ha capito che qualche battaglia la può vincere.

Ed è una goduria immensa per lei.

Non riesco a trovare un termine migliore di battaglia per descrivere le lotte quotidiane per le più banali ragioni: vestirsi, mangiare, fare la pipì, riordinare, fare il bidet; e bisogna essere capaci di saper affrontare la sconfitta, per fastidioso che possa essere siamo noi che dobbiamo cedere e riconoscere onore alle armi.

Non è possibile lottare su tutto, altrimenti creiamo dei bambini robotizzati che al primo spiraglio di libertà la faranno più grossa del necessario. Troppo drammatica?

L’America è piena di famiglie severissime, perbene e inflessibili con teenager disastrati che scappano di casa, drogati o alcolizzati.

Julia è una grande stratega. Lei pianifica ogni mossa come una partita a scacchi. Quando capisce che è alle corde, che sta per perdere la battaglia e vedersi costretta a fare qualcosa che non le va a genio, si ferma un istante.

Vedo dai suoi occhioni che il cervello sta lavorando freneticamente.

E spara l’ultimatum.

I termini li deve decidere lei.

Vuole avere lei l’ultima parola.

Che volete farci, di fronte al genio, chapeau!

“Che cos’è il genio? E’ fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.”

‘Amici miei’ insegna.

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2 pensieri su “I piani d’azione di Julia

  1. Cara Erika, il periodo dei NO è veramente estenuante, però io che sono avanti di un anno ti posso dire che dopo la cosa non migliora.
    Più il là non c’è solo il NO, piantano il muso perchè “loro” sono offese, piangono e scappano urlando che sei cattiva e che non gli fai fare mai, ma proprio mai, giusto quella cosa sbagliata che vogliono fare.
    Ieri a pranzo con tutta la mia famiglia Alessia perchè non era la prima a fare non so neanche cosa, ha urlato “mi fate tutti schifo”, penso di aver reso l’idea!!! Mi consolo guardando invece mia nipote di 6 anni che invece negli ultimi tempi si è molto tranquillizzata…….quindi armiamoci di pazienza e aspettiamo!!!!

  2. Nel mo caso è andata anche peggio….mia figlia ha quasi 36 anni( 36, hai letto bene!) e dice ancora NO, per farle dire un misero SI debbo ricorrere a delle astuzie divertenti e un po’ stancanti.

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