Chi controlla i controllori?

Avevo giurato a me stessa che non avrei mai sporcato con la politica il mio terapeutico spazio tecnologico, ma a fatica riesco a contenere lo sdegno e il ribrezzo per quello che sono costretta a leggere sui giornali.

Non parlo della caciara pseudo politica che va in onda ogni sera in qualche salotto televisivo né delle consuete scene da ring dove i soliti noti si scannano per palesare chi ha più testosterone nei loro coglioni passi di uomini maturi che da due decadi si aggrappano a poltrone di qualsiasi schieramento basta star seduti.

Parlo del semplice concetto di decoro morale al quale una Nazione, ed una società civile, dovrebbero sempre e comunque aspirare.

Un paese che, seppur uno sputacchio in mezzo al mare rispetto alle vastità di altre potenze del globo, ha illuminato il mondo intero con l’arte, la scienza, la politica, la musica, ora squallido nelle sue miserie intellettuali, in cui non si capisce più dove finisca la regola e inizi il reato, dove onnipresenti Golia la fanno sempre franca.

Nella sala dei bottoni il sultano di cartapesta gioisce alla presenza di giovani corpi smaniosi di darsi, i servi al suo servizio amministrano e orchestrano le sue voglie certi di un ingente tornaconto; e mentre la corruzione depravata del bunga bunga impera sotto l’occhio indulgente della società, astuti affabulatori evangelizzano i sempre più instupiditi pubblici cittadini inasprendo pene contro prostituzione, droga e chiunque non si presti ai loro dettami.

Siamo destinati a svendere la nostra dignità, a svilire la nostra bellezza, infiacchiti nell’intimo e stroncati nella nostra virilità.

Per quegli italiani il cui cervello non è stato ancora lobotomizzato dalla televisione, grido: riprendiamoci il nostro futuro.

Power to the people!

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3 pensieri su “Chi controlla i controllori?

  1. Senza cadere nello stereotipo, è noto e risaputo che l’italiano medio ha l’indole da “tragattino”.
    Una delle maggiori colpe del Berlusca, a mio avviso, è aver fatto si che l’essere tragattino, sia diventato un vanto.
    In questo modo, chi evade o elude, chi truffa l’assicurazione, chi specula, non solo non si senta in torto, ma ,anzi, un Genio, o meglio un Furbetto; le istituzioni e lo Stato in generale, sono solo un intralcio.
    Bisogna imbrogliare solo per il gusto di farla franca.
    Questo è quello che è passato ad una grossa parte della nostra società.
    Come disse Gaber. “non ho paura di Berlsuconi in sé, ma del Berlusconi in me”.

  2. Anche a me non piace parlare di politica, per disinteresse e soprattutto per ignoranza sull’argomento, però devo essere sincera che non mi è piaciuto vedere un telegiornale che per un quarto d’ora ha parlato solo di quest’ultima vicenda di Berlusconi, io volevo guardare un telegiornale ed essere informata di quello che succede in generale nel mio paese e nel mondo, altrimenti guardavo “Il grande fratello”.
    Mi spaventa pensare: e se domani io per sbaglio calpesto un piede ad un magistrato?

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