Massaggio cinese

Devo ammettere che l’immagine che continuava a tormentarmi, dopo aver prenotato il mio primo massaggio rilassante nel Centro Massaggi Cinese, era la scena del film Happy Family di Salvatores dove durante il trattamento a Fabio De Luigi venivano offerti servizi non propriamente ortodossi.

Ho passato la giornata a speculare al telefono con mia sorella le varie conseguenze surreali del famigerato massaggio cinese che mi aspettava da lì a poco, storie del tipo: la cinese mi anestetizza e mi ruba un rene, la cinese mi uccide in cinque mosse come Uma Thurman in Kill Bill Vol 2., la cinese mi seduce aiutata da un paio di amiche arrapate.

All’ora X suono alla porta del centro Pechino 2008.

La mia massaggiatrice mi accoglie con un ampio sorriso e mi porta nelle stanze sul retro color rosa shocking.

Il primo impatto non è male, le candele sono spente ma il profumo nell’aria è invitante e la luce soffusa impedisce di vedere dettagli su cui forse è meglio non soffermarsi; certo siamo lontani dai lussi dei centri benessere di qualche località termale. Invece delle ciabatte usa e getta di solito in dotazione, ci sono delle ciabatta da piscina da uomo che evidentemente servono per tutti i clienti, ma almeno le mutandine – che io naturalmente infilo al contrario come mi fa prontamente notare la mia massaggiatrice – sono usa e getta.

La musica in sottofondo è stile melodico cinese, e la mia mente comincia a immaginare panda, montagne remote, flauti in legno e monaci Shaolin.

Nonostante i tocchi dalle mani piccole e gentili sfiorino zone piuttosto private, riesco a rilassarmi profondamente e ad evitare bizzarre divagazione della mente fantasticando sulle conversazioni in mandarino delle massaggiatrici.

Tuttavia il mio massaggio viene disturbato da sospetti gridolini che arrivano dalla stanza adiacente, è una voce maschile che prima ridacchia sottovoce con la ragazza e poi inizia a discutere; lui pensa che dopo i dieci trattamenti già pagati quello di oggi sia gratis mentre sono di tutt’altro avviso le diverse voci che arrivano dalle altre stanze.

Non contento, ordina alla ragazza di lasciare la stanza e risponde al cellulare fingendo di essere a casa sua e inizia una conversazione tutta fronzoli con la fidanzata che continua ad apostrofare con “amò”.

Verso la fine del massaggio, la piccola massaggiatrice mi si avvicina di soppiatto all’orecchio e chiede se voglio fare la doccia, rifletto se si tratti di un messaggio in codice e poi rifiuto cortesemente mettendo subito in chiaro che ho due figlie e un marito che stanno morendo dalla voglia di rivedermi…

Massaggio finito.

Venti euro per quarantacinque minuti di relax. Caffè incluso.

Evviva l’integrazione!

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