Venderemo cara la pelle

Il detto recita quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare.

Giocare duro non era nostra intenzione eppure adesso abbiamo indossato casco e guantoni.

Faccio luce sulla vicenda.

Quattro anni fa abbiamo comprato un terreno agricolo su una vallata scoscesa a ridosso del mare, il proprietario, un vecchio contadino ligure già oltre gli ottanta non riusciva più a coltivare la sua amatissima terra e i figli non volevano vivere in un borgo con poche anime, tanto meno lavorare una terra di fatica.

Un anno di preparativi per raccogliere il materiale necessario alla presentazione del progetto e la speranza che nei due mesi a disposizione del comune per visionare il progetto, i nostri sogni diventassero realtà.

Di mesi ne sono passati trentadue e la risposta ancora non c’è.

Nel mentre, cambi di alleanze politiche in giunta, bandi improvvisati per esperti esterni, richieste di integrazioni fantascientifiche, commissioni volanti costituite all’ultimo minuto.

Lo scoramento è palpabile.

Qualche settimana fa, l’ultima bastonata.

Per l’architetto del comune il progetto verrà negato una volta in commissione.

“Mi scusi architetto, e la bioarchitettura, l’eco sostenibilità, la salvaguardia dell’ambiente?”

“Non frega niente a nessuno, meglio non dirlo neanche. L’altro giorno hanno respinto una pratica perché aveva i pannelli solari”.

E’ proprio ora di mettersi l’elmetto.

L’impresa non è impresa da poco.

Trasferimento a settembre, ricerca di una casa e nuove fonti di sostentamento, asilo per Julia e missione di sfiancamento al comune per ottenere il permesso di costruire.

E’ facile fare le valigie in due, un po’ meno quando le scelte ricadono su chi non può decidere.

E’ la cosa migliore per le mie figlie? Riusciremo a resistere la malinconia? Ha un senso tutto questo lottare?

Poi ho letto uno scritto di Wendell Berry, un intellettuale, scrittore e contadino americano e ho trovato la forza che mi occorreva.

Può essere che quando non sappiamo più cosa fare

siamo di fronte al nostro vero lavoro

e

quando non sappiamo più che via seguire

abbiamo cominciato il nostro vero viaggio.

La mente che non ha problemi non viene impiegata.”

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