Il favoloso mondo di Julia

Ho visto tante volte genitori sgridare in malo modo bambini che, imbellettati nel vestito della domenica, sporcavano l’immacolata camicia bianca.

Ho visto tante volte genitori guardare persi gli scherzi dei loro figli che magicamente inventavano scenari irreali e fantastici.

Ho visto tante volte genitori imporre ostinatamente il giusto modo di fare le cose, il corretto funzionamento di un giocattolo, la maniera migliore di guidare la bicicletta.

Si sente spesso dire che i grandi dovrebbero imparare dai bambini e dalla loro purezza, ma credo che una volta diventati genitori, gli adulti siano troppo acidi, troppo rigidi, o semplicemente troppo stupidi, per entrare nel favoloso mondo dei bambini.

Julia, come tantissime bambine della sua età ancora vergini da ore di cartoni e playstation, ha una fantasia vivida e unica, ma credo che più ogni altra cosa il suo genio stia nella capacità di vedere al di là delle cose per come appaiono.

Stare al gioco, immaginare quello che vedono loro, assecondare le loro invenzioni senza essere ottusi, non svilire la loro creatività, è questo il compito più grande.

Trovo meraviglioso quando Julia corre da me e porgendomi una mano vuota mi dice di prendere la medicina, oppure quando mi imbocca da un piatto senza cibo dicendo che c’è la minestra calda, o quando mi spiega i suoi disegni apparentemente senza forma con minuzia di particolari, o quando seria seria scimmiotta i miei gesti in un’improbabile conversazione tra bambole.

L’altro giorno ha creato un altro dei suoi mondi paralleli.

Lasciata sola in giardino, si è infilata dentro la macchina, ha acceso un cd di Bob Marley, si è messa sul seggiolino di sua sorella Sofia, ha aperto l’ombrello per coprirsi dalla pioggia, si è tolta le scarpe, mi ha salutato dal finestrino ed ha guidato fino a Venezia.

Nella canzone di Edoardo Bennato, forse, uno spunto per tutti:

“Seconda stella a destra questo è il cammino e poi dritto fino al mattino, non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è…

…e ti prendono in giro se continui a cercarla ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te…”

l’isola che non c’è

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2 pensieri su “Il favoloso mondo di Julia

  1. E’ bellissimo quando càpita, i miei figli hanno giocato di fantasia fino a un paio di anni fa (hanno 18 e 12 anni). Con Simone (il più grande) abbiamo costruito, e smontato e rimontato mondi di Lego, inventato storie di tutti i tipi con le macchinine bburago, fatto viaggi
    immaginari sotto il sole della terrazza con noi seduti
    su delle sedie tutte in fila e lui autista dell’autobus. Costruivano da soli giochi di società, disegnavano il tabellone e le carte e inventavano il regolamento. Poi purtroppo c’è stato l’avvento dei giochi virtuali e lì è finita la magia. Se ci mettiamo che con l’età (nostra) e la vita frenetica di tutti i giorni siamo anche meno pazienti e fantasiosi, la frittata è fatta. Ma questo tuo post mi ha fatto ripensare con nostalgia a quei momenti, e, se ci riuscirò, cercherò talvolta di ricreare quella magia. Grazie.

    • Secondo me poi alla fine tutto torna, seppur in forme diverse.
      Quando sono in vacanza coi miei genitori, (e mio nonno!) facciamo tornei di carte, giochiamo a pictionary e facciamo battaglie feroci a bocce!
      E tutti ci divertiamo come matti!

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