Chi ha paura dell’uomo nero?

Quando giri per strada con una bella bimba bionda, grassoccia, e dagli occhi azzurri, ti abitui in fretta agli sguardi, sorrisi, e conversazioni banali della gente che incontri.

Incontri lo stesso vecchietto che ti dice: “Signora, me la vende?” oppure paghi alla stessa cassiera che chiama un’altra cassiera, che chiama un’altra cassiera che dice: “Veh Barbara, ma sarà bella?”

Nell’ultimo periodo tuttavia ho avvertito una costante degenerazione verso il catastrofismo anche nelle conversazioni più fugaci con conoscenti o perfetti sconosciuti.

L’altro giorno, le signore della lavanderia vicino a casa, evidentemente sature di televisione, dopo i soliti complimenti di rito e l’invito serio di far andare Sofia in televisione (non ho voluto approfondire a che genere di programma si riferissero) mi hanno guardata con sguardo terrorizzato e con aria angosciata hanno apostrofato: “Signora, non lasci la bambina fuori dalla porta che gliela rubano”.

Ora, la lavanderia è piuttosto piccola, il passeggino non riesce ad entrare nel negozio ed io ero praticamente di fianco a Sofia, ma non è questo il punto.

Il punto è che era una meravigliosa mattina di primavera, gli alberi avevano già cominciato ad inverdire,  il sole era già caldo nel cielo e i pruni selvatici coloravano di viola il viale alberato; ma le signore non lo vedevano.

Parlavano solamente dell’ultimo seguitissimo caso di due bambine scomparse, di come il padre suicida con problemi psichici le avesse probabilmente uccise e di come la madre fosse caduta in depressione.

E’ illogico e malsano che sempre più spesso in situazioni dove non ci sia un rischio oggettivo, sorga spontaneo inscenare il dubbio e la paura, causati non tanto dalla malafede di chi avverte il pericolo ma dal continuo lavaggio del cervello che ogni giorno passa in televisione.

Impossibile sfuggire al circo mediatico fatto di giornalisti, opinionisti, e onnipresenti criminologi che leccandosi i baffi commentano, settimana dopo settimana, gli ultimi tragici fatti di cronaca, certi di audience garantita.

Il bombardamento è costante e gli effetti visibili, su una popolazione rimbambita che trangugia impotente tragedia e miseria.

Mi sembra che sia sempre più raro essere spontanei nei gesti di umana quotidianità, dietro a facce apparentemente normali potrebbe nascondersi il mostro, il pedofilo, il violentatore, l’uomo nero.

Non è che staremo perdendo il piacere della comunanza e la bellezza del vivere?

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2 pensieri su “Chi ha paura dell’uomo nero?

  1. Purtroppo l’uomo nero c’è eccome. E non sempre lo riconosci. E non sempre è così lontano da noi. Ecco perché anch’io, quando giro con mio figlio più piccolo, lo tengo sempre d’occhio, gli resto più vicina possibile.
    Quando senti quello che succede in giro purtroppo i pensieri cominciano a frullarti in testa e cominci a pensare che i bambini sono ingenui, ed i pedofili sono molto furbi invece. E ti vedi sparire i figli da dietro senza rendertene conto. Ora non dico che questo deve essere il pensiero dominante, ma solo che dobbiamo essere molto più previdenti che non un decennio fa. E dobbiamo vedere “oltre”.

  2. Buongiorno,
    sono una collaboratrice di Maurizio Costanzo con il quale stiamo organizzando una puntata sull’orgoglio casalingo. Se ti interessa puoi inviarmi i tuoi recapiti all’indirizzo mail che ho indicato così ci facciamo quattro chiacchiere e ti do qualche dettaglio in più.

    a presto
    Ilaria

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