Una bambina parla ad un adulto

Mia sorella ha ventotto anni e non ha ancora figli.

L’anno scorso è andata in Giappone, quello prima alle Mauritius e in Egitto, quest’anno andrà a fare un safari in Kenya e Zanzibar.

Nel mentre, io facevo figli e al massimo andavo dai miei suoceri nel paesino del Midwest o affittavo case sull’Appennino. Una volta ero io quella con lo zaino in spalla, adesso è lei a chiedermelo in prestito.

Ma si sa, i tempi cambiano.

Mia sorella non è particolarmente baby friendly, col nipote di due mesi cercò di  metterlo seduto con ovvie rocambolesche conseguenze e quasi gli ruppe la testolina facendolo cozzare contro una mensola mentre con le mani lo faceva saltare in aria.

A suo discapito, anch’io alla sua età, non nutrivo particolare simpatia per i mocciosetti.

L’unica esperienza che avevo con culetti da cambiare era quando le mamme di una casa protetta nella quale lavoravo per racimolare un po’ di soldi, mi lasciavano i loro figlioletti di pochi mesi e questi mi davano il buongiorno con nauseanti pannolini da cambiare.

In quei momenti, lo confesso, era molto difficile trovare i neonati particolarmente invitanti. 

In questi giorni mia sorella veste i panni della zia cool con iphone e maschere costose ed è in vacanza con noi

Siccome Julia, dopo svariate insistenze, si rifiutava di dormire nell’ameno lettino a castello in camera con la sorella, è stata trasferita nel letto matrimoniale della zia e da quando è arrivata, dormono insieme.

Questo, mia sorella, non se l’aspettava.

Ore sei del mattino. Mia sorella dorme col bite.

Julia, (sguardo felino pronto a carpire ogni movimento che segnali un risveglio): “Cosa hai in bocca, una pesca?”

Ore 6.15

Mia sorella (stordita dal sonno e in leggera ansia  per i risvegli a venire): “Julia, facciamo ancora un po’ di nanna?” Julia: “Sì, con gli occhi aperti”.

Una notte, prima di addormentarsi, insieme sul letto, mia sorella sta accarezzando la mano e il braccio di Julia. Lei, rinomata amante  dei “grattini” cambia posizione e proclama con tono che non ammette repliche: “Adesso anche l’altro braccio”.

Ore 7 del mattino.

Indicando un paio di mutande cadute a terra, esclama: “Zia, sai che le mutande con le stelle sono sporche di cacca e sono puzzolenti? Aspetta, te le faccio vedere.”

Sarà per una sottile sete di vendetta che stamattina alle otto meno un quarto mia sorella ha insistito per farmi la prima ceretta della mia vita alle gambe?

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