L’America in me

Giorgio Gaber diceva: “Non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura di Berlusconi in me”.

Io non ho paura dell’America in sé, ho paura dell’America in me.

Anni fa deploravo le americanate gratuite che ogni giorno sbarcavano nel nostro paese a partire dalla festa di Halloween, che tanto per citarne una, è entrata di prepotenza in casa nostra.

Anno dopo anno, il piano Marshall della moderna controcultura americana ha preso il sopravvento nelle mie ferme convinzioni nazionaliste.

La prima volta che vidi il mio non-ancora-marito americano spalmare con gusto una fetta di pane bianco con del burro di noccioline, pensai: “Questi americani sono dei barbari, non hanno il culto del cibo”.  A distanza di quasi un decennio, sono io a mangiare il famigerato peanut butter direttamente dal barattolo, biascicando soddisfatta.

I primi viaggi negli Stati Uniti mi lasciavano piuttosto sdegnata circa lo stile di abbigliamento delle americane; sembrava che ogni donna, dalla teenager alla signora di sessanta anni, facesse shopping nello stesso negozio. Il leitmotiv erano gli onnipresenti shorts. Domenica mattina, presa da un’irresistibile voglia proibita, ho comprato i miei primi shorts, uscendo soddisfatta e un po’ colpevole dal negozio del centro.

Appena approdate in Italia, nel guardare le orrende Crocs ai piedi dei primi temerari (in primis mio padre che è quattro anni che non le toglie dai piedi) ho pensato: “No. Queste non dureranno più di una stagione in Italia. Non possono venire a insegnarci l’arte della scarpa. In questo, siamo noi i maestri!”. Non solo le Crocs non sono scomparse dagli scaffali dei negozi, ma ce ne sono tre paia anche in casa nostra. In mia difesa dichiaro che ne faccio uso limitatamente al giardino di casa…

Osservate gli americani in giro per strada e vedrete che in molti tengono in mano qualcosa da bere. Non so quanto Freud e la fase orale centrino, ma pare che debbano continuamente ingerire liquidi. Nello specifico, al di là dei beveroni di caffè, non viaggiano mai sguarniti di galloni d’acqua. Hai mal di testa? Bevi l’acqua. Hai bevuto troppo? Bevi l’acqua. Ti senti debole? Bevi l’acqua. A furia di sentire mio marito prescrivere acqua come panacea per tutti i malanni, ora non mi muovo se non ho con me il Nalgene, un barattolone Made in Usa che contiene un litro d’acqua. La differenza è che in Italia la gente mi chiede se dentro ci ho messo la grappa.

Che dire di più… mi hanno presa un pezzo alla volta.

E siccome non c’è mai limite al peggio, se nel giro di qualche anno mi vedrete alla guida di uno di quei terrificanti Hammer, vi prego di abbattetemi all’istante.

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...