Doccia fredda

Mi sentivo piuttosto ottimista dopo tre settimane di costante esercizio fisico, su e giu’ dalle colline in bicicletta, partite all’ultimo sangue di badminton sotto il sole o il meno ‘cardio’ ping-pong nel basement, se aggiungiamo anche yoga e power walking praticati con regolarita’, nutrivo grandi speranze per la mia performance sul campo da tennis.

La scarsa prestazione della prima partita l’abbiamo imputata alle palle sgonfie comprate per due dollari nel Kmart, un mega magazzino dove si vende di tutto, e al campo di cemento pieno di crepe dietro casa. Allora abbiamo guidato venti minuti e siamo andati in una citta’ piu’ grande a comprare delle ‘vere’ palle da tennis, Roger Federer mi sorrideva sulla confezione dicendomi: “You can do it”.  Abbiamo preso in prestito, sostituendo quelle che offriva la casa, delle racchette di ultima generazione da una coppia di arzilli settantenni matti per il tennis e siamo scesi in campo, al centrale di Flashing Meadow.

La scena era piu’ o meno questa. Unici giocatori presenti sui sei campi da tennis, cielo grigio e ventoso, scarpe da corsa per Doug, scarpe alte Adidas da rapper per me comprate in offerta all’Oviesse (!), pantaloncini da cestista per entrambi e magliette scolorite, praticamente Franchino e Fantozzi.

Lo spettacolo, imbarazzante. Due pachidermi che annaspavano sul campo da tennis, tempo medio per arrivare sulla palla, dieci secondi. Altri dieci per frenare la corsa. Dopo un quarto d’ora tossivamo, gia’ paonazzi. Le doti tecniche, alquanto misere. In corsa per prendere una palla di rovescio, non arrivandoci, ho cambiato racchetta mettendola al volo nella sinistra.

Risultato finale 0-6   6-1

Siamo tornati a casa con la coda tra le gambe.  

Ma che si puo’ pretendere dico io…due figlie in tre anni, non sono mica Paula Radcliffe che correva anche quando era incinta e subito dopo la gravidanza ha vinto la Maratona. Io, se andava bene, facevo il giro del parco camminando.

L’altro giorno mi e’ uscito ancora del latte dal seno dopo quattro mesi di cessata attivita’, e i miei ricci stentano ancora a tornare, implacabile segnale di quanto le gravidanze mi abbiano prosciugata!

Si spera che il nostro fisico risponda alle nostre aspettative mentali ma credere di tornare ad essere quelle di prima, in tempi brevi, e’ irrealistico. Ci vuole tempo e pazienza per ridare al nostro corpo la possibilita’ di ripercorrere la via di casa.

Io pero’ non dispero. Oggi ore 14, nuovo appuntamento sul centrale.

Chi la dura la vince.

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Un pensiero su “Doccia fredda

  1. Sicuramente il problema non è la forma fisica..
    E’ la racchetta che non è cordata correttamente.. Ad ogni dritto steccato avrai pur guardato perplessa quelle corde tutte scentrate, squotendo la testa.. 😉

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