Animali esotici in Liguria

Avrei già dovuto capirlo quando un’ape incazzata entrò nella mia maglietta pungendomi ripetutamente per la prima volta in trentacinque anni di vita.

Ahimè, il meglio doveva ancora venire.

Vivere in una casa sulle prima colline a ridosso del mare vuol dire abbandonare cemento, smog, marciapiedi ma anche le certezze di cui hai sempre goduto della vita di città.

La prima puntata di National Geographic Cinque Terre, è andata in onda qualche giorno fa quando, scrivendo comodamente all’interno della nostra dependance ribattezzata anche ‘la casetta’, ho potuto osservare da vicino come un’ape riesca a mangiarsi una cavalletta due volte più grande.

Lo spettacolo era raccapricciante eppure non potevo staccare gli occhi da quell’espressione della natura. Le zampette dell’ape hanno bloccato la cavalletta appollaiata sul vetro della finestra e piano piano, con grande gusto, l’ha inghiottita tutta, tornando in un secondo momento a spazzolarsi anche una zampina rimasta attaccata al vetro.

Il giorno dopo Doug, nel prendere un canovaccio dal mobile in cucina si è imbattuto in uno scorpione pronto con la coda all’insù a difendersi, o – come l’ho vista io – ad attaccare.

Ieri pomeriggio, orgogliosa come non mai di essere riuscita a rimuovere una cimice con un foglio di carta, avvistavo con la coda dell’occhio una macchia nera sullo stipite della porta finestra bianca.

Non sono mai solo macchie di sporco.

Era un bel ragnone peloso dalle zampe lunghe che godeva del calduccio del suo riparo.

Lungo sospiro…”forse ce la posso fare a spostarlo con un bastone”, ho pensato in uno sbalzo di temerarietà, sapendo immediatamente che stavo mentendo a me stessa.

…”E se poi salta? O comincia a correre?”.

Se comincia a correre, vado giù di matto.

“Doooougggg?!!!!!!!”

Questa mattina, invece delle consuete lucertole a cui mi sono abituata e che scorrazzano dappertutto, anche dentro la nostra ‘casetta’, quando sono andata in giardino a stendere il bucato, il fruscio che ho sentito provenire da sotto il cespuglio ha rivelato qualcosa di ben più grosso.

Della stessa famiglia delle lucertole, comunque.

Trattasi di serpente verde dalla lunghezza imprecisata.

Per un topo da città come me, che di topi – o ponghe come le chiamiamo noi – ne ha visti parecchi negli scantinati delle case dove ha abitato, vivere nel verde è un po’ come finire sposata senza aver mai  convissuto prima.

Sai che è la cosa giusta per te, ma non sai cosa ti aspetta.

Quando riuscirò a non sobbalzare al primo “zzzz”, a non scappare quando sento un “frrrrr”, e a non guardarmi in giro come se mi aspettassi di trovare un Vietcong dietro l’angolo, vorrà dire che comincerò a vedere la luce fuori dal tunnel.

Per il momento, sono in guerra.     

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