Era una casa molto carina…

Un mese abbondante di trasloco a spostare mobili, impacchettare, sventrare non avevano tuttavia reso ancora tangibile il senso dell’imminente abbandono.

Ma sabato sera, l’ultima notte trascorsa in quella casetta bella davvero, guardandomi attorno tra l’eco dei muri finalmente vuoti, la realtà ha preso il sopravvento.

Come in tutti i cicli che si completano, un doveroso impulso di riflessione si è fatto strada quasi a voler impacchettare con tanto di carta regalo, l’insieme dei ricordi.

Nel giugno di quattro anni fa, la casetta dalle porte basse incubo per gli over metro e ottanta, fu il melting pot di uno dei matrimoni meno convenzionali che la storia della pianura ricordi. Ospiti arrivati dall’altra parte dell’oceano ignari dei pericoli letali di nocino e bargnolino, africani agghindati in vestiti tradizionali pronti a scatenare balli indiavolati, giapponesi scambiate per cinesi sotto attacco di scapoloni italiani, e poi brindisi in calici di plastica, cene all’aperto tra zanzare affamate e tanta allegria.

Un anno più tardi, in quel bagno vecchio e inospitale, all’alba di una domenica mattina, una piccola crepa si ruppe nel sacco che conteneva una bimba pronta per nascere, ma ci volle una seconda più grande rottura per indurre la sonnacchiosa e incredula mamma a vestirsi e andare in ospedale.

Due anni dopo, nel cuore della notte, le già conosciute avvisaglie di un parto alle porte, cominciarono nell’ umido caldo estivo, ma ci volle l’intera giornata successiva per convincere la mamma a dare il via alle danze. Poi, la bimba al suo interno non ne poté più, e dopo un’ora dall’ingresso in ospedale, era già entrata di prepotenza nel mondo.

Non importa se abiti in un attico nel cuore di una grande città, in un bilocale nella prima periferia o in una villetta a schiera, quel che conta è ciò che vivi dentro quelle quattro mura nell’inesorabile alternarsi di ricchezza e povertà.

Fra due settimane la casetta cambierà faccia, il rosa big bubble dell’entrata, il lilla del soggiorno, il giallo della cucina e il blu della camera da letto, verranno coperti e sostituiti con un bianco, chissà.

Così come i ricordi nuovi di zecca della giovane coppia che sta per entrare, cominceranno a prendere forma e la vita coi suoi cicli e i suoi eventi continuerà lì qualcun altro.

I giovani innamorati fra un mese andranno all’altare, e a breve, dentro quelle stesse mura, con protagonisti diversi, una fitta sconosciuta nella pancia della mamma avviserà che un bambino nascerà.

E poi, forse, un altro ancora.

Così per sempre, nei secoli dei secoli.

Amen.

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