Senza giustizia

La mentalità italiana è un cancro incurabile, si insinua nel tessuto sociale e infetta ogni cosa che incontra.

A due giorni dalla tremenda alluvione di Genova e le solite inutili inchieste per omicidio colposo,  esplodono le polemiche e la rabbia.

Il copione è sempre lo stesso.

Indignazione di una popolazione mal informata e troppo stanca per reagire alle ingiustizie, inguaribilmente rassegnata per potersi rialzare dalle prepotenze di una classe dirigente che regna e impera da sempre, inetta e strapagata. 

La mentalità italiana è un cancro perché guarda ai chi la comanda con reverenza e poi ne scimiotta le mosse, incapace a creare opinioni proprie e ideologie nuove, troppo sfruttata per poter dire: ora basta!

I nuovi potenti di oggi, identici ai disonesti di ieri, si innalzano al potere e legiferano riempiendosi la bocca di soli privilegi ma perfetti nel pronunciare frasi ad effetto impeccabili per abbindolare i votanti creduloni.

La mentalità italiana è un cancro perché di equità non c’è più speranza.

Le leggi sono incomprensibili, interpretabili, inattuabili e quando giustizia è fatta il reato è prescritto.

E’ un cancro perché fottersi a vicenda è il pane quotidiano, lo Stato fotte il cittadino, il cittadino lo Stato, il cittadino il vicino, ma quando una nuova legge è varata, tutti uniti per trovarne l’inganno.

Ingordi assessori costruiscono su letti di fiumi mentre chi vuol ingrandire una finestra di casa aspetta mesi per i permessi in comune; ricchi architetti edificano in parchi  protetti per poi aspettare l’imperante condono, si vieta di costruire su terreni in disuso invitando le frane a sbarnarsi tutto, a casa finita si aspetta con trepidazione l’ispettore che attesti la conformità e il giorno dopo già pronti a costruire portici abusivi, soppalchi abusivi, mansarde abusive, taverne abusive.

Qualcuno che spera nelle giovani generazioni c’è sempre, ma l’idealismo di ieri è sepolto sotto i reality show, Mtv, la tecnologia veloce e i social network. Quel che manca è il pensiero dell’altro e per l’altro, si  vive con la bulimia di avere e di diventare piuttosto che di essere e dare. Il concetto di ingiuistizia è una noiosissima ramanzina catto-comunista. Dateci l’Iphone, e connetteteci a Fb.

Un ventennio del Berlusca ha fatto il resto, o forse tutto. Ovviare a questo cambio del tessuto sociale, dovuto a zero informazione, lobotomizzazione della popolazione, instupidimento da tv, ci vorranno decenni ed è utopico coltivare il sogno di una società illuminata e colta.

Il cancro incurabile ha attecchito su una società già fertilissima dove furbizia, disonestà e ignoranza dominavano da sempre.

E allora si vivacchia in attesa della prossima catastrofe, per poi compiangere le vittime sui campi da calcio nel consueto minuto di silenzio.

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