They’re here!

E alla fine sono arrivati.

Nonostante i cartelloni sparsi ovunque da mesi sulle vetrine dei negozi, la gente non ci credeva più di tanto.

Fra lo scetticismo di molti “ma ci saranno le onde giuste?”, e la stizza di alcuni “ci fanno tenere aperti i negozi anche a novembre”, il momento che gli appassionati della disciplina aspettavano, è finalmente arrivato.    

A due giorni dall’inizio ufficiale, e dopo le ultime due settimane di alluvioni e piogge che hanno messo in ginocchio la provincia di La Spezia, Levanto sta ultimando i preparativi più febbrile che mai, per l’evento ormai alle porte e pensa al modo migliore per accogliere gli atleti.

Ma loro sono già qui.

Le piogge degli ultimi giorni hanno portato anche una mareggiata e a surfare le onde stavolta ci sono loro: i trentadue finalisti del Campionato mondiale di Surf (Longboard, la tavola classica e la prima ad essere usata nelle Hawaii).

Ieri pomeriggio, quando il sole era già calato dietro a un cielo plumbeo di nuvole pesanti, sebbene la visibilità fosse di molto ridotta, l’acqua era ancora popolata dagli atleti prossimi alla sfida e il livello era ben diverso da quello che si è soliti vedere da queste parti.

Scattanti ed agili, eleganti e sicuri, danzavano come dei dell’onda in piedi sulla tavola, e nell’aria si respirava qualcosa di unico e magico; anche i profani – tra cui vecchietti e casalinghe sul parapetto del lungomare assorti a guardarli- capivano che stavolta in città era arrivato qualcosa di diverso. D’altra parte, non ci vuole un genio del calcio per capire che guardare una finale del Mondo di Calcio è differente che partecipare a un torneo di amatori.

Lo spettacolo è, e deve, essere diverso.

Loro, i re delle onde, sembrano una setta. E in molto, se non in tutto, assomigliano al guru del surf, che Kathryin Bigelow ha ritratto nel film cult Point Break.

Qui non c’è nessuno che si chiami Bodhi, ma sono tutti dannatamente simili a lui.

Girano in piccoli gruppi, parlano sottovoce e guardano il mare, studiandolo con profetica concentrazione. Dormono in camper scassati pieni di tavole, vestiti e asciugamani inzuppati. Si alzano presto ed escono dall’acqua al tramonto.

Questa mattina erano ancora là, ancora più numerosi. Tra loro, spiccava una figura imponente che uscendo dal mare con la tavola rotta, si è lasciato fotografare da alcuni turisti salutando due bambini che lo chiamavano per nome. Fisico statuario, carnagione scura, capelli lunghi e sorriso aperto: era Duane Desoto, il campione del mondo in carica.

Quando è ritornato nel mare gonfio e assordante, correva come un ragazzino eccitato che entra in acqua per la prima volta.  

Ma dal dieci di Novembre non ci sarà più tempo di scherzare, e la prossima mareggiata decreterà chi sarà il nuovo campione del mondo di Longboard.

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