Non sarebbe meglio una bella vasectomia coatta?

Quando ancora frequentavo le scuole superiori, uno dei miei amici, un ripetente impenitente (scusate la forzatura), mise incinta la sua ragazza di allora. Lei decise di tenere il bambino, e nacque così una bella bambina. Poco dopo, i due presero strade diverse, lui non riconobbe la figlia e per anni se ne dimenticò.

Oggi, grazie alla tecnologia guardona di Fb, ho scoperto che lo sperminator impenitente ci è ripiombato ancora, e cadendo nel cliché più di moda del giorno d’oggi, ha ingravidato una vistosa e procace moldava di parecchi anni più giovane di lui.

Matteo, un bambinone di trentacinque anni, che bazzica senza tregua gli stessi locali notturni da circa un ventennio, aspetta ora il suo primo figlio dalla sua attuale ragazza con la quale esce da un paio di mesi. E’ lo stesso personaggio che conversando con l’amica di mia sorella, in stato di evidente sconquassamento alcolico e faccia da ebete, l’apostrofò – senza troppi virtuosismi – sui suoi gusti sessuali in risposta ad un imminente viaggio di lei in Africa. Oltre ad essere volgare, la battuta era di una penosa banalità.

Luigi invece, il primo della compagnia a prolificare, dopo aver stretto sua figlia tra le braccia, ha cominciato a stringerne altre di braccia, mentre con l’altra agguantava un mojito una sera sì e una sera no. Adesso, dopo la seconda figlia e un recente divorzio, lo si vede in giro nei locali di ieri coi nomi di oggi, ad abbordare ragazze di quindici anni più giovani.

Paolo, noto consumatore di droghe sintetiche e con alle spalle una situazione di disagio famigliare, mette ripetutamente incinta la sua ragazza e quando per lei abortire non è più possibile, decidono forzatamente di tenere il bambino. E nasce Jonatan. Il bambino prima viene rimbalzato tra i vari nonni, poi, quando muore la madre di lui, cominciano a portarselo in giro ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte, in ristoranti e discoteche. Il padre, con orgoglio confessa: “Gli ho fatto già assaggiare la birra”. Ai tempi il bimbo aveva un anno.

Certo, queste storie sono volutamente tendenziose ed è bene non scordare che questi personaggi di dubbia fama non agiscono da soli, ma sempre in coppia. E l’altra parte della coppia è – surpise! surpise! – una donna.

Allora mi domando: ma ci siete o ci fate, o’ donne?!  E’ così forte la paura di rimanere da sole tanto da accettare a qualsiasi prezzo il primo imbecille che vi conquista?

E mentre mi perdo in queste riflessioni alle quali non troverò mai una risposta, perché le risposte sono tante quanti i soggetti interessati, un altro bambino nascerà da qualche parte del globo.

Da un padre col vizio del mojito, delle moldave, dei locali notturni, insomma con tutti i vizi dei bamboccioni moderni, e da una madre che tanto bene non si vuole.

Allora denunciatemi alle associazioni di categoria, a quelle per i diritti civili, a quella per il mantenimento della virilità maschile, alle pari opportunità, agli anti abortisti, ma alcuni uomini i figli proprio non dovrebbero metterli al mondo.

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