Quando le mogli fanno le mamme

Come sempre accade quando passo tanto tempo in presenza di coppie sposate da una vita, riflettere su alcune dinamiche di vita coniugale, diventa quasi d’obbligo.

E’ risaputo che tutte le donne, salvo rare eccezioni che confermano la regola, hanno fin dai primi anni di vita, uno spiccato istinto materno; già da bambine mostrano un sincero interesse per i bimbi più piccoli, giocano a mamma con le loro bambole, hanno l’impulso irresistibile di accudire.
Gli anni passano e l’interesse si sposta verso altri tipi di impulsi, ma il desiderio di fare da mamma al proprio marito è tentazione difficile da resistere.
Certamente nei primi anni di matrimonio le cose cominciano in modo diverso, la passione romantica di coppia e l’entusiasmo per la nuova vita insieme, placano gli istinti protettivi delle mogli ma quando i figli diventano grandi e il nido si svuota, il latente istinto torna di prepotenza alla luce del sole.

E’ noto che tra le nuore e le suocere non corra buon sangue, e ciò non è per niente sorprendente visto che tra le mura domestiche non c’è spazio per due madri. E intanto il figlio/marito si crogiola al sole di questa disputa famigliare, mentre le contendenti si sfidano a suon di melanzane alla parmigiana e colletti inamidati.
All’inizio era un pasto preparato la sera prima, per quando torna a casa se lei non c’è  (“sai, altrimenti mangia schifezze…”), poi la valigia preparata al suo posto prima di ogni viaggio, l’ordinazione al ristorante (“il fritto ti fa salire il colesterolo”), e a sessant’anni il marito non è più capace di vestirsi da solo.

Questa repressione di indipendenza e testosterone dipinge solo in parte un uomo patetico senza attributi, in realtà è il frutto di una scelta di comodo che offre molte meno responsabilità.
Avere qualcuno che agisce per te, pensa per te, si preoccupa per te, ed in ultima analisi, risolve le tue grane…beh, è fantastico!

Ma se le donne credono erroneamente di tenersi stretti i propri mariti praticando la strategia geisha, il successo finale non è garantito; la prova più evidente sta nel cambiamento di un uomo quando rimane vedovo.
Famigliari e amici spesso si domandano sussurrando negli angoli delle case, come potrà il pover uomo sopravvivere senza la ‘Lina’ a fargli da mangiare e stirare le sue camicie; invece il vedovo allegro in men che non si dica si rimpossessa della propria vita, parte per viaggi da sempre desiderati e già dopo qualche mese si sente pronto, nonostante le appena celebrate nozze di diamante, a incontrare nuove compagne.
E pensare che era così contrito e spaesato durante il funerale!

Quando non c’è un marito a cui fare da mamma, e i figli sono ormai fuori casa, ci si concentra sul nipotino appena arrivato e che anzi, ben volentieri accetta di accudire per otto ore al giorno perché si sa, la madre deve per forza tornare in ufficio.
E se proprio non c’è neanche un nipotino, le associazioni di volontariato pullulano di persone bisognose di una mamma…

Mi piacerebbe pensare che con un paio di regoline d’oro assunte dopo i pasti, si potrebbe evitare di scivolare in questo cliché, nella speranza di non diventare fra trent’anni come la propria madre, ma questa è la natura delle donne.

E tentare di cambiarla, è come lottare contro i mulini a vento.

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7 pensieri su “Quando le mogli fanno le mamme

  1. ahahahahahahahaha!!!! grande, ho scritto un post sulla mia esperienza ormai lasciata fortunatamente alle spalle con un bambocc…uomo che mi stava distruggendo la vita, appena puoi passa, non lo dico mai ma mi pare che gli argomenti si possano tranquillamente “gemellare”. un caro saluro… 😀

  2. perdonami se ti “rubo” l’immagine, non è per mancanza di idee ma perché sono uguali *

  3. in questo libro, la miglior contro-risposta: http://www.bol.it/libri/Falli-soffrire-2.0.-uomini/Sherry-Argov/ea978885661755/ “Almeno una volta nella vita è successo a tutte. Pomeriggi passati tra i fornelli a preparare fantastiche cenette per il nostro principe azzurro. Mesi di noiosissime partite in televisione, di giornate con gli occhi appiccicati al cellulare in attesa che chiami. Disponibili, carine, presenti. E lui cosa fa? Ci molla. Per una che al massimo sa cucinare popcorn, non si fa mai trovare, si concede una volta sì e tre no. Una “stronza”, in poche parole. E se invece fosse una che ha capito tutto? Perché dobbiamo prendere atto una volta per sempre di una verità sacrosanta: agli uomini le “stronze” piacciono, eccome. Loro amano chi li fa stare sulle spine, chi dà loro la sensazione di non aver vinto completamente la battaglia, chi garantisce “stimolo intellettuale”. Insomma agli uomini un po’ piace “soffrire”. Quindi, tanto vale imparare le regole del gioco.”

  4. e aggiungo: non confondiamo la geisha (Simbolo della cultura nipponica, la geisha è una donna raffinata e colta che segue un rigido percorso di studi per raggiungere la massima padronanza nelle arti. Considerata a torto una prostituta, la geisha gode del massimo rispetto per le sue supreme doti da intrattenitrice) con la sguattera .

    Ci lamentiamo di avere affianco degli inetti, ma non ci chiediamo se siamo in grado di sedurre ancora degli uomini con gli attributi ! ( e non certo a suon di parmigiana e tortellini!)

    • grande film! girato in cina invece che giappone perché più economico (!) … le beffe della fiction.
      cmq, evviva la pizza surgelata e le spinacine findus!

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