Il paese dell’approssimazione

Qualche mese fa, mio marito è stato contattato da un’ex studentessa che gli chiedeva, con una certa premura, il suo onorario per diventare traduttore di un nuovo giornale presto disponibile online e che prevedeva una versione anche in lingua inglese.

Doug, una di quelle persone con poco “rispetto” dei soldi perché a differenza di me, è cresciuto in un ambiente dove non se ne sentiva la mancanza, ha inviato il suo onorario ben al di sotto delle tariffe ufficiali.
Passata qualche settimana di silenzio, l’ex studentessa, con un messaggio dai toni vagamente imbarazzati, comunicava che l’editore aveva optato per una traduzione semi automatica, ossia si avvaleva del caro e vecchio google translator, supportato dallo sguardo “manuale” di qualche collaboratore, in modo da togliere gli errori clamorosi.

Solo in Italia si apre un  giornale, di chiare impronte intellettuali, con tanto di versione in english , per poi lasciarlo alla bestialità del traduttore automatico come un qualunque studente di prima media.

Se leggeste in italiano la seguente frase, tradotta da google: “utilizzando un traduttore automatiche, la traduzione attuale non ha senso”; il concetto potrebbe facilmente essere compreso, ma stilisticamente è orrenda, anche per i palati meno fini.

In Italia non esiste la cultura della meritocrazia, della serietà lavorativa e neanche – da quando la massima aspirazione dei giovani è diventare tronisti – della dura gavetta.  

In tutti i paesi occidentali c’è un calo, talvolta l’azzeramento, della qualità nei prodotti in commercio dove la fiera del low cost ne fa da padrona: vestiti da dieci euro, paperine per cinque euro, giocattoli bimbo un euro, cucine per trecentoquarantanove euro comprensive di forno e piano cottura…tutta merce che non arriva a fine stagione e che nemmeno vale la pena di essere riparata.

L’assenza di qualità in Italia però permea molti ambiti lavorativi, e non ultima la stessa forma mentis del lavoratore.

L’immagine fantozziana dei lavoratori pronti allo scatto da centometristi alle cinque del pomeriggio, non è poi così lontana dalla realtà.

E perché preoccuparsi dopo tutto? L’ormai mitologico contratto a tempo indeterminato con tutti i benefit di ferie, malattia, permessi ordinari e straordinari, è un miraggio per molti giovani ma un privilegio ben assodato per le generazioni più vecchie.  

Se il posto di lavoro è intoccabile, perché preoccuparsi di lavorare sempre al meglio?

Lontana dalle simpatie filoamericane, oltreoceano la situazione lavorativa e la sensazione di non stare  mai troppo comodi sulla propria poltrona, è ben diversa da qui.
Per ottenere costantemente il meglio dai propri lavoratori (e spremerli come limoni, diciamolo pure), in America ogni tot di anni, un dipendente e la sua famiglia vengono spostati in altre sedi – lontane ore di aereo da casa – ; il trasferimento offre quasi sempre una promozione ma più subdolamente scoraggia a non sedersi sugli allori.

Se in Italia riduci l’orario della pausa pranzo (dove uno su tre va a mangiare da mammà) o la sede si sposta di qualche chilometro, immediata è la minaccia della C.G.I.L. che accusa violazioni degli accordi sindacali…

Lavorare con la serenità che in qualsiasi modo venga svolto il proprio lavoro, il proprio posto sarà sempre garantito ‘finché pensione non ci separi’, provoca il naturale riflesso a lavorare meno.

E visto che i soldi per promuovere il lavoro dei propri dipendenti, incentivare l’iniziativa personale, distinguersi nel semplificare odiosi meccanismi burocratici, non ce ne sono, tanto vale fare il minimo sindacale.
Che si traduce in caos delle informazioni date agli utenti.

Chiamate lo stesso ente, parlate con due persone diverse e vedrete che le risposte saranno due. Prendete in mano la stessa normativa e avrete interpretazioni distinte a seconda della gente che ve la mostrerà. Provate a edificare una casa nello stesso comune e avrete la spiacevole sorpresa che a voi non la faranno costruire, mentre al dottore di Milano sì.

Leggi arzigogolate, poco chiare ed interpretabili, commistione tra enti pubblici e poteri forti e l’arcaica sindrome da furbetto del quartierino producono un paese immobile e profondamente ingiusto.

Battersi per ottenere leggi inequivocabilmente eque è diritto di ogni individuo, ma per i cittadini italiani il risveglio dalla statalizzazione della mentalità, sembra ancora lontano.

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2 pensieri su “Il paese dell’approssimazione

  1. Ciao, io sono “l’ex studentessa” che ha contattato Douglas – persona di cui ho grande stima – e anche se non dovrei mi sento in dovere di rispondere.

    Certo, per me è stato un grande imbarazzo dover riferire la risposta di cui parli, e potevo trovare qualsiasi altra scusa, mentre ho preferito dire la verità. La scelta di ricorrere ad altri mezzi di traduzione, ci tengo a precisarla, non è stata mia, non ho potere decisionale in tal senso.

    Preciso inoltre che non sarà google a tradurre ma un sito che propone diverse soluzioni, dalla traduzione automatica revisionata a quella professionale con controllo incrociato.

    Comprendo e condivido il tuo giusto sdegno per la situazione italiana, ma mi sono sentita un po’ offesa dalle tue parole: le mie intenzioni erano buone e avrei preferito lavorare con un professionista conosciuato anziché con un anonimo sito.

    • Ciao,
      hai fatto bene a scrivere, io sono per la libertà di espressione e per questo ho approvato immediatamente il tuo commento.
      Non sentirti offesa dalle mie parole, perché la critica non era personale; so, come ho scritto anche nel post, che questo era il frutto di un altrui provvedimento, tu volevi solamente collaborare con una persona di cui ti fidi e che stimi.
      Essendo, ahimé, una purista, mi aspettavo che la versione inglese fosse non meno che perfetta; pensa che, pur parlando un ottimo inglese, ho sempre rifiutato di insegnarlo – nonostante me l’avessero proposto diverse scuole di lingua -perché il mio accento non è quello di un madrelingua.
      Questo è tutto.
      Spero che comunque un giorno potremo collaborare insieme!
      A presto,
      Erica

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