Senilità e vecchi sporcaccioni

Quando frequentavo le superiori, nelle giornate di bel tempo, mi incontravo con la mia compagna di classe, sulla salita del Parco Ducale ed insieme pedalavamo verso scuola. Spesso ci fermavamo per comprare le sigarette da un tabaccaio del centro, un grigio signore che immancabilmente, quando doveva darci il resto, tratteneva la nostra mano nella sua, e con l’indice ci accarezzava il palmo.

A diciassette anni tutto ciò che riguarda la sfera sessuale suscita un imbarazzato divertimento, eppure ricordo ancora come quel tocco inequivocabilmente forzato, mi provocasse grande disagio.

Qualche giorno fa, sono andata dal fruttivendolo nel mercato coperto giù in paese. Il banco era di una coppia di vecchi coniugi e mentre mi guardavo in giro, il marito teneva il suo show con un’altra cliente. Aveva due occhietti vispi e porcini, nonostante l’aspetto trascurato. Mi raggiunge e domanda, facendomi la radiografia dall’alto verso il basso, che verdura volessi acquistare. E, traboccante di malcelata malizia, comincia ad elencarmi le cose che fanno al caso mio: fave, piselli, cetrioli…

A trentacinque anni, si è perso il candore dell’adolescenza e quel senso di inadeguatezza che queste situazioni una volta procuravano. A trentacinque anni si può giocare ad armi pari rispondendo a tono, ad esempio aggiungendo alla lista anche un bel po’ di zenzero per ravvivare l’appetito, facendo divertire l’attempato scostumato.  

Certo non tutti, nonostante l’età, reagiscono allo stesso modo.

Una mia amica, non più giovanissima, si trovava seduta in un autobus pieno a metà pomeriggio, quando un uomo in impermeabile (ce l’hanno sempre, non è vero?) si avvicinò, rimanendo  in piedi accanto a lei. Sulle prime non si accorse di nulla, poi…beh, diciamo che quello che sentì sopra la sua spalla, non era il caldo tocco di una mano…

Di storie come queste ne è piena l’Italia, ma il dato interessante è che non si sente mai di una donna, già avanti negli anni,  in paltò, nuda, che spaventa i ragazzini all’uscita da scuola, o che molesta ingenui fanciulli.

Ma che succede alla testa degli uomini una volta superati i sessanta?

Perdono tutti i loro freni inibitori?

Quando Riccardo, il figlio dell’amica che pedalava con me e comprava le sigarette dal vecchio sporcaccione, aveva più o meno due anni, tirava fuori il pisello per esporre il suo strumento di virilità, trastullandoselo fiero, la gente rideva.

Era divertente!

Si sente spesso dire che con la senilità le persone tornano ad essere bambini, forse è per questo che gli uomini anziani sentono il bisogno di ritornare ad evocare le loro antiche glorie.

Sfortunatamente però, essere costretti ad osservare un ortaggio appassito, non fa venir voglia di ridere.      

 

 

 

 

 

  

 

 

    

 

 

 

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