Marcello, cosa diresti tu?

Qualche sera fa, a cena a casa di amici, si commentava uno dei miei ultimi post sull’assurdità di uno spot tv, dove si intimava alle donne che la cellulite è una malattia.

Il mio amico, che da quando lo conosco non è mai stato magro (eravamo a scuola insieme…), ma di quelli che convive molto bene con le sue misure, mi ha informato, alquanto divertito, di un nuovo spot in onda questi giorni.

Stessa casa farmaceutica, diverso target.

Attenzione, attenzione! Adesso anche gli uomini non possono dormire sonni tranquilli.

O meglio. Stando al messaggio di questa pubblicità, i maschi italiani possono dormire candidamente nel loro letto, e con il semplice ausilio di una crema notte, perdere in quattro settimane diversi centimetri di circonferenza vita.

Mio marito, che è un uomo vecchio stile, mi ha fatto notare che l’addome dell’attore della pubblicità, non sembra affatto la pancia di uomo, piuttosto quella di una donna.

Ma come, ci sono uomini che ci hanno costruito carriere e fascino sulle maniglie dell’amore?

Mi è venuto allora in mente l’episodio raccontatoci da un nostro amico sulla quarantina che, al matrimonio glamour di un suo parente, parlando con un uomo che non vedeva da tempo, gli è stato chiesto (mentre l’altro gli picchiettava la pancia): “Oh, ti piacciono i tortelli, eh?”

Il mio amico, che non è di quelli che incassa e scappa via, gli risponde: “Perché, pensi di essere magro?”.

L’altro, ammutolito, evidentemente colpito sul vivo, toccando la sua di pancia, non si è fatto rivedere per tutta la durata della festa e probabilmente al rinfresco, avrà saltato qualche portata o due pensando a come rimettersi al più presto in forma.

Già prima di questo tipo di pubblicità, erano chiari i segnali che anche l’uomo, ha cominciato a mettere in discussione la propria immagine ed entrare in conflitto con il proprio corpo, e i casi, cominciati già da diversi anni, di anoressia maschile tra teenagers ma anche adulti, ne sono la riprova.

Se il nostro è un mondo improntato sulla moda e sui miti televisivi, non c’è di che stupirsi se anche gli uomini sognano di inseguire quegli standard.

Anche l’uso dell’immagine degli uomini nella cinematografia è cambiato, negli anni sessanta le bellezza svestite di Charlton Heston o Cary Grant, per esempio, erano molto diverse dai palestrati bellocci che spopolano adesso nel grande schermo.

C’erano, è indubbio, altri ideali di bellezza, per le donne così come per gli uomini, ma se guardiamo nelle passerelle, nei cartelloni pubblicitari, nelle foto delle grandi catene di abbigliamento estere, addirittura nei manichini, scopriamo che quello che ora viene considerato “il modello” è un ibrido asessuato.

I grandi attori del passato, quelli che hanno conquistato donne bellissime con la forza di uno sguardo, non entravano in taglia in una 44, non spuntavano le sopracciglia, non passavano ore in palestra a scolpire i muscoli.

Eppure avevano fascino da vendere, perché erano uomini pieni di quella virilità che oggi non riconosco nei maschi troppo preoccupati da una ciocca fuori posto, o da una piega dei pantaloni che non cade bene, perennemente connessi ai loro smart phones.

Meglio che te ne sia andato prima di vedere queste signorine in pantaloni, Marcello.

 

 

 

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3 pensieri su “Marcello, cosa diresti tu?

  1. Hai detto cose giustissime. Il problema è che siamo altamente influenzabili. Tutti.
    Siamo influenzabili da quei cartelloni, quelle pubblicità, quelle sfilate e quelle riviste.
    E queste a sua volta sono controllate dagli omosessuali, che adorano il fisico asciutto e creano vestiti solo per quel tipo di fisico. Sono belli, per carità, ma l’uomo che ama le donne non è quello. L’uomo da amare e che ama, non solo la prima notte, è quello virile.
    Gran post. Brava! Non smettiamo di ripetere queste ovvietà, perchè se non lo facciamo, finiremo per adottare come modello quel tipo di uomo così innaturale.

    http://www.disordinialimentari.wordpress.com

    • Hai ragione, non bisogna mai smettere di sdegnarsi perché quello sarebbe il segno della resa, dell’accettazione di questi stupidi dettami, donne o uomini che sia.
      Grazie per il tuo commento, sei stata molto carina. Di certo è incoraggiante sapere che c’è gente che non pensa che sono pazza nello scrivere quello che scrivo.
      A presto
      erica

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