Illusione di giovinezza

Quando incinta della mia prima figlia, chiesi al mio ginecologo  perché così  tante coppie avessero problemi a concepire, lui, con la sua  solita flemma greca, mi rispose: “Perché si comincia a fare figli più tardi. Prima, la donna a vent’anni era già madre”.

Semplice, eppure, mi colpì.

A distanza di cinque anni, e con sempre più amiche alle prese con complicazioni e aborti spontanei, mi interrogo sul difficile ruolo della donna moderna.

Forzate, chi più o meno coscientemente, a rincorrere il modello della 42 perfetta e della sexy disinvoltura, fin dall’adolescenza cerchiamo il nostro ruolo nella società, tenacemente in bilico tra Raperonzolo e la Vedova Allegra.

A vent’anni ricerchiamo una carriera per rivendicare la parità dei sessi, lavoriamo come l’uomo, guadagnando meno, e lottiamo nella selva professionale per ottenere un contratto decente che si stabilizza non prima dei trent’anni.

A trent’anni, resistiamo con caparbietà al nuovo che avanza, alle giovani leve più agguerrite e spavalde di noi, e tentiamo di rimanere sulla cresta dell’onda; inseguendo la passata freschezza e sforzandoci di rimanere panterosamente sexy.

Ma l’ideale di musa ammirata, perfettamente sorridente con mojito in mano e tacco 12, comincia a scontrarsi con quel latente, impellente desiderio di maternità che sottovoce, piano, si fa strada dentro di noi.

Per anni paventiamo in un fugace, incauto attimo che la nostra vita cambi quando ancora non siamo pronte, e ci ingozziamo di pillole pur di non restare incinta ed ora, ampiamente dopo i trent’anni, speriamo con appassionata impazienza, che il pupo arrivi subito.

Ed è qui che il tradimento si compie.

Il tradimento della società, che non ci mette in guardia, che non informa che il corpo di una donna, così come le rughe sul nostro corpo, comincia a inaridire.

E., l’amica di una vita, alla prima gravidanza intorno ai trentasette anni, fu consigliata dal dottore di effettuare l’amniocentesi. Lei, scombussolata dalla notizia, mi chiama dicendomi: “Ma io pensavo di essere giovane!”.

Già. Anch’io lo credevo, e come noi tante donne. Ma tanto giovani ahimè non lo siamo più!

E quanto prima capiremo che a quarant’anni non siamo più tanto young, minore sarà lo shock quando saluteremo quella ragazza in minigonna dal sorriso di plastica.

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