Beata giovinezza, a spasso per le Cinque Terre

Negli ultimi due giorni, per lavoro, abbiamo portato in giro per le Cinque Terre una classe di terza superiore in gita di classe.

Con entusiasmo e ferma ragionevolezza, gli abbiamo convinti a scarpinare, visitare santuari nascosti, toccare con mano il dramma di Vernazza colpita dall’alluvione, fare il bagno in mare a 14 gradi.

Non ci è voluto molto per convincerli…

Molto spesso si sente raccontare di come i giovani d’oggi siano apatici, disinteressati, annoiati, irriverenti, nei confronti degli adulti con i quali si rapportano.

E alcuni di loro, almeno in parte lo sono stati.

Ma gli altri, erano uno spettacolo di folle, ingenua vitalità, di quelli che fanno bene al cuore e risanano lo spirito; educati, ci interpellavano sempre con il “Lei” e riempivano lo spazio con quelle risate capaci di inondare una via intera.

Avevano quella pienezza del volto prima della trasformazione in giovani donne, la spontaneità priva di malizia, l’allegria pronta ad esplodere al suono di una semplice canzone o battuta insolente.

Le ragazze, pur tentando con qualche artificio, ancora poco riuscito, di apparire più grandi della loro età, non erano tuttavia ancora contaminate dalla malizia femminile – che probabilmente le investirà come un treno da qui a qualche anno -.

Gli adulti, già consumati dai rimpianti di vite sfuggite via troppo velocemente, sono bravi nel celebrare i loro di tempi, sempre pronti a screditare tutto ciò che è arrivato dopo di loro; perché è meno rivoluzionario, meno alternativo, meno avventuroso, meno politicizzato.

Mentre tutto quel che vorrebbero gridare, e non possono, è il senso di invidia verso quel che è giovane e col mondo in mano.

Sulla barca, mentre un’avaria ci bloccava al largo per una mezz’ora, il capitano, un uomo di cinquantatre anni con una vitalità da ragazzino, ci ha detto che le persone che ama frequentare hanno tutte vent’anni in meno di lui, perché “stare coi giovani, ti fa rimanere giovane”.

E in definitiva, penso abbia ragione.

Stare con i giovani, quando non lo si è più – o quando non si è più sopra quel carro chiamato adolescenza –, non deve essere visto come il promemoria di quanto il tempo passi, ma apportare nuova forza alla nostra vita.

I giovani, con il loro trascinante entusiasmo e la loro  breve esperienza di vita, possono insegnare a noi – vecchi, presuntuosi adulti – parecchie cose.

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