Matrimoni in Italia

Il primo segno di cambiamento l’ho percepito ricevendo il doppio invito: uno per la cerimonia e l’altro per la festa vera e propria. Non tutti ricevevano entrambi, ma sicuramente a chi aveva figli non veniva recapitato il secondo.

Ora il matrimonio kids-free ha subìto una nuova virata verso un’intolleranza ancora più sfacciata; qualche giorno fa un’amica si è vista recapitare una busta color avorio, sobria ed elegante, dove in fondo all’invito campeggiava il chiarissimo diktat: “bambini non invitati”.

Per primi furono gli ebrei a non essere ammessi nei negozi, poi fu la volta dei comunisti nelle chiese, adesso sono i bambini ai matrimoni.

Dietro uno stupido, seppur sempre più frequente diniego di portare i propri figli a feste di matrimonio di ragazzoni mai cresciuti (si parla di quarantenni al primo sì) si cela un concetto di vita sbagliato e pericoloso, nonché anacronistico.

A quarant’anni le probabilità di avere invitati con prole – con figli già alle medie! – è piuttosto elevata, ma se anche fosse il caso di neonati vomitosi che strillano in chiesa, non vedo dove stia il problema, eccetto che l’urletto in chiesa del poppante, nel bel mezzo di arpe e cori gregoriani fa poco fashion, lo ammetto.

(E allora cari sposi, come regalo di nozze, vi auguro con tutto il cuore di non fare figli e di spendere i vostri soldi in avvocati divorzisti).

Ma al giorno d’oggi ci sono in giro diverse alternative per ovviare alle scorribande di bambini stanchi al ristorante e genitori ingolfati dal cibo ed alienati dai figli…

Questa domenica siamo stati al matrimonio di un cugino e per la prima volta abbiamo goduto dei servizi di baby sitters accomodanti che mentre noi mangiavamo intrattenevano i più piccoli; dopo l’aperitivo servito nel giardino, un tantino annebbiata dai bicchieri di prosecco che continuavano ad arrivare nelle mie mani come se piovesse, ho visto sparire le mie figlie.

Lo ammetto, io sono una mamma vecchio stampo con un’eccessiva mania del controllo, e l’idea di non avere sottomano le mie “creature” mi destabilizza.

Ma se togliamo le incursioni in segreto nel bunker al primo piano per spiare cosa combinassero e i continui “ma staranno bene?” sussurrati a mio marito, la presenza delle tre tate ci ha permesso di mangiare come due fidanzatini in libera uscita e parlare con gli altri convitati.

Tuttavia mi domando: perché c’è questa smania insistente di liberarci dei nostri figli? Da dove nasce il desiderio impellente del divertimento sfrenato che in loro presenza si pensa non poter avere? 

Prima dell’arrivo delle tate mia figlia stava giocando divinamente con un’altra cuginetta e avrebbe continuato a fare così per tutto il resto della serata, ( la piccola le avrebbe seguite entrambe); anche se fossimo stati sotto lo stesso tetto, sono certa che non mi avrebbero dato fastidio perché anche se sono piccole, non sono sceme e vogliono divertirsi tanto quanto i grandi, e stare con degli adulti che parlano di politica, malattia e meteo non corrisponde di certo al loro ideale di svago.

Insegnare ai nostri figli a convivere con il mondo degli adulti, senza necessariamente farne parte, è l’inizio per fargli capire la loro posizione nel mondo. Non fargli vivere l’esperienza di mangiare patatine fritte e burgers con le forme dei cartoni, tatuaggi con la polvere di stelle e la musica dello Zecchino d’oro ad una festa di matrimonio, non sarà un grande trauma.

Bisogna tuttavia fare attenzione a questi messaggi che dicono tanto sulla società in cui viviamo…

Oggi sono i bambini a non essere voluti ad una festa.

E se domani fossero gli sposati? Le donne? I neri?    

   

 

 

 

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2 pensieri su “Matrimoni in Italia

  1. Condivido in parte quello che dici: il problema è che spesso i bambini sono troppo maleducati, e danno un sacco di fastidio a molti che vorrebbero tanto godersi una festa senza essere continuamente disturbati da quelli degli altri

    • Ciao Piero, penso che dopo l’esclusione dei bambini ad un matrimonio, la seconda cosa più irritante siano i figli maleducati degli invitati che, ignorando le elementari basi dell’educazione, perdono la sfida di godersi la festa e farsi complimentare su come siano bravi i propri figli.
      Buona serata,
      e.

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