Diete in Italia

Vorrei non dover più scrivere di diete, aspetto fisico e chili di troppo per mancanza di spunti, ma la salvezza dalla taglia 40 sembra ancora lontana.

Questa mattina ho letto che la nuotatrice inglese Rebecca Adlington, vincitrice di due ori alle Olimpiadi di Pechino – non esattamente l’ultima delle schiappe- rinuncerà a utilizzare Twitter durante i giochi di Londra. Motivo: i continui insulti sul sito web circa il suo aspetto fisico. Ora, la Adlington non ha canoni estetici che corrispondono all’ideale di bellezza moderno, ma se è per questo non lo aveva neanche la Navratilova,  ma a quei tempi l’ossessione estetica era ben altra cosa.

Credo sia un problema di lavaggio del cervello, più la gente viene tormentata da un determinato input, e più finisce per crederci. 

Prima è stata la volta delle dieta del cocomero, poi di  quella mediterranea, a succedersi quella a zona, Atkins, ed infine la Dukan, ma nessuno batte l’ultima nata, che campeggiava a caratteri cubitali in diversi cartelloni pubblicitari nelle strade di P.

La dieta del sondino!

L’immagine era piuttosto raccapricciante. Il primo piano di un viso di donna con un sondino naso gastrico. Si tratta di una dieta dove per una decina di giorni, il soggetto viene nutrito artificialmente attraverso un sondino che dal naso arriva fino all’intestino; i liquidi proteici vengono  introdotti 24 ore su 24 in cicli da 10 giorni e si dice millanti perdite di peso miracolose. Poco male se la continua ingestione di liquidi produca nel paziente l’acetone (e di conseguenza un topo morto in bocca), nausea, acidità di stomaco, e che si debba girare con pompa e sondino per dieci giorni…il costo della magrezza, non ha prezzo!

La smania di perfezione viene cullata già in tenera età, spronata da audaci e temerari genitori prematuramente disillusi dell’esito delle loro tristi vite…

Gratis in allegato a Vanity Fair, ho trovato l’ultimo numero di Vogue Bambini, patinata rivista bimensile di moda per piccoli ereditieri in crescita; la rivista, dai contenuti scarni,  – se non contiamo qualche articolo su vacanze chic dove parcheggiare i propri figli da costose baby sitters in alberghi di lusso mentre mamma e papà si rilassano al centro benessere -, era tutta incentrata sulle fotografie di splendidi bambini e ragazzini, in pose da modelli consumati.

Quei volti erano splendidi, perfetti e senza l’ausilio di Photoshop. C’era tuttavia qualcosa di fastidiosamente stridente nel vedere quei cuccioli con pochi anni di vita, dallo sguardo vagamente triste e annoiato, scimmiottare gli adulti che sarebbero fra qualche anno diventati. Non riuscivo a smettere di immaginare a cosa stessero pensando, mentre navigati sorridevano al fotografo.

“Quella stronza di mia madre, mi farà mangiare un gelato dopo lo shooting?”

“Vorrei tanto giocare con la mia x-box?”

“Perché questo fotografo non la smette di parlarmi con quel tono?”

Il culto della bellezza risale a tempi antichi, ed ha affascinato da sempre animi sensibili, artisti, poeti, pittori e scultori di ogni epoca e paese. Ma dietro al culto della bellezza c’era l’amore per l’estetica, vi erano donne e uomini floridi, modelli prosperosi che ispiravano la gioia di un caldo adagio.

Vi immaginate la Venere di Botticelli con bel sondino naso gastrico? O Amore che tiene in braccio un’emaciata, magrissima Pshiche taglia 40? 

Dorian Gray vendette l’anima al diavolo pur di rimanere giovane per sempre. E poi morì, lacerato dal prezzo di tanta bellezza.

E noi, fino a che punto osiamo arrivare pur di inseguire un’improbabile magrezza? 

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