Una giornata al mare: Italia vs. America

Guardare la gente che trascorre una giornata al mare è un ottimo modo per conoscere una società.

Per gli italiani, il mare è la meta assoluta del relax, l’italiano ama spaparanzarsi al sole, fare un tuffetto – ma non nuotare – mangiare un panino veloce, per poi tornare al lavoro: curare l’abbronzatura.

Mare e abbronzatura sono due sostantivi imprescindibili.

Chiedete a dieci italiani e almeno il settanta percento confesserà che da ragazzini usavano la Nivea per “proteggersi” dal sole, al posto delle più ortodosse creme protettive. Vorrei poter dire di far parte del restante trenta percento ma anch’io ho consumato enormi quantità di quei ‘miracolosi’ flaconi blu… Se è per questo, sono anche rea di aver usato il Cristal Soleil per diventare bionda (e ha funzionato, perché ero spiaccicata a Brigitte Nielsen: stesso taglio stesso colore!)

Ora che vivo al mare, c’è un impagabile scenario antropologico che ogni giorno scorre gratuitamente davanti ai miei occhi.

Gli italiani sono un popolo prevedibile e facilmente riconoscibile.

Sono i più abbronzati sulla spiaggia. Sfoggiano i costumi più striminziti. Non è affatto inconsueto vedere un sessantenne che sfodera un costumino a mutanda alla Dolce e Gabbana. Le cinquantenni indossano collane e braccialetti in stile Simona Ventura, come se andassero alla prima della Scala.

Gli italiani in spiaggia, non fanno assolutamente nulla. E’ per questo che si viene al mare!

Le mamme italiane riescono ad essere asfissianti anche in spiaggia. Oltre alle duecentocinquantacinque varietà di vettovaglie che sfamerebbero un plotone di bambini, preservano la prole dal famigerato “colpo di freddo”. Ieri pomeriggio, una ragazzina sui dodici anni, appena uscita dall’acqua, veniva prontamente asciugata dalla madre con salvietta da bagno con pesci e conchiglie ricamate, mentre un’altra aspettava col telo già aperto in piedi sul bagnasciuga, l’arrivo della figlioletta dalle acque.

Gli americani però sono altrettanto riconoscibili sulle spiagge, siano queste le nostre o quelle oltreoceano.

Sono quelli con la carnagione più chiara: all’americano non piace abbronzarsi. Se escludiamo alcune eccezioni in California, gli americani sono terrorizzati dal sole e dalle possibili malattie della pelle, ecco perché sono sempre dotati di lozioni e spray con copertura totale. Mio suocero, – convinto di essere allergico al sole – in estate non esce mai di casa senza la sua ‘camicia speciale’ che lo protegge totalmente dai raggi del sole (sì, in America vendono anche quelle!)

Gli americani odiano l’ozio. Vivere nell’ozio per un americano è come vivere nel peccato.

Ecco perché in spiaggia li vedete praticare qualsiasi tipo di sport: dal frisbee al kite-surf, dal lancio della palla da baseball a quella da football, dalla corsa al power walking. E se si trovano in una spiaggetta italiana, dove non c’è spazio neanche per camminare…beh, leggono.

Perché anche la pigrizia intellettuale è un peccato!

Insomma, intendiamoci: non vedrete mai un americano steso come un baccalà su un asciugamano, con gli occhi chiusi e il corpo ben posizionato al sole…mai! Mio marito dopo undici anni ancora non ha capito che c’è una posizione anche per prendere il sole…

Se vedete un gruppo di turisti color mozzarella con svariate bottiglie di birra Corona – non importa se è ancora mattina – non sbagliate…sono loro.

Le donne della mia età, soprattutto quelle che hanno figli (California esclusa, e quindi un doveroso God bless California, ci sta) non indossano quasi più bikini e se lo fanno certamente non mettono quello coi triangoli ma optano per qualcosa di più sportivo. Negli utlimi anni sono in voga quelli a conottiera, ossia al posto del reggiseno si usa una canotta dello stesso tessuto.

Come faccio ad abbronzarmi la pancia? Penserebbero dieci italiane su dieci dai quindici ai sessant’anni!

Sarà per questo che in spiaggia in America ho la vaga sensazione di essere additata come slut, dai vari gruppi di momzillas?

Certo, fossimo tutti uguali non ci sarebbe gusto. E’ per questo che se parli con un australiano sfotterà gli inglesi, l’inglese sfotterà i tedeschi, il tedesco sfotterà gli italiani, l’italiano sfotterà i francesi, fino all’ultimo paesino dell’Africa nera…

Ma di una cosa sono certa.

C’è chi cerca il relax nello yoga, chi medita e fa tai-chi, chi lo trova nel qi gong o nel pilates.

A noi italiani dateci otto ore su un fazzoletto di spiaggia, in una giornata senza vento, con un bel sole caldo, a due passi da un mare azzurro, e non chiederemo di più.

Non la chiamano dolce vita per niente.

 

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