Festa del mare a Levanto

Lo sapevate che a Levanto si celebra la Festa del Mare, un insieme di celebrazioni dal sapore medioevale? 

Il 25 luglio, San Giacomo, Levanto si riempie di gente, fiumi di persone che accalcano i caruggi venute a partecipare  alla kermesse. Sebbene di primo impatto possa sembrare un evento solamente lucrativo (ed in parte lo è visto che cade nel periodo di alta stagione turistica) e le bancarelle sparse per il paese ne mostrino l’aspetto commerciale, la festa ha anche un sapore tradizionale e folcloristico.

Verso sera arrivano in Piazza della Loggia i camion che contengono i Cristi e si  comincia a scaricare queste enormi statue lignee appartenenti alle Confraternite venute a partecipare alla marcia, ma solo quando inizia la processione si ha un’idea reale di quanto siano immensi i Cristi che s’innalzano tra le strade cittadine. I Cristi (spicca su tutti quello nero di almeno un quintale e mezzo di peso) vengono sorretti da uomini neanche tanto giovani, che aiutati da cinghie di cuoio allacciate alla schiena, mantengono le mani dietro i fianchi per ricercare un equilibrio difficile da mantenere – schiacciaati come sono dall’immane peso – e passeggiano con nervosa concentrazione facendo tintinnare le decorazioni in alluminio sopra di loro. E’ un attimo di grande tensione e quando il portatore, con un semplice gesto, comunica agli altri intorno a lui, di non poter più continuare, con abili manovre, si solleva il Cristo (conficcato in un buco dell’imbragatura) e un altro operaio (si tratta spesso di  lavoratori nelle fabbriche dell’entroterra, gli unici capaci di portare questi carichi) è pronto a prenderne il posto. La folla, impressionata, applaude silenziosa.

Lo sapevate che per la festa del mare di Levanto, quando è buio, la baia si accende di migliaia di lumini depositati in mare dalla spiaggia?

Verso le dieci e mezza, il mare di Levanto si illumina senza rumore alcuno di luci piccolissime che scompaiono solitarie dietro alla punta del promontorio. E    i gozzi, addobbati con luci colorate solcano leggeri le onde, partecipi a loro volta di questo spettacolo. Le lampare lontano attendono pazienti l’arrivo di acciughe e sardine , nel buio orizzonte.

Lo sapevate che guardare i fuochi d’artificio da una barca in mezzo al mare è come vederli su uno schermo vivo della televisione?

Marco, ci ha dato appuntamento alle dieci e mezza, per salire a bordo della sua Pequad e vedere da vicino i fuochi d’artificio. Nonostante per qualche istante ci siamo domandati – seppur con uno sguardo – se volessimo far parte della brigata (alle dieci e mezza di un mercoledì qualsiasi siamo entrambi in posizione orizzontale intenti tutt’al più a leggere un libro) abbiamo propeso per il sì. E non ce ne siamo pentiti per niente.

Lo sapevate che anche con figli piccoli si possono vivere momenti di pura libertà, lunghi o brevi che siano?

La barca dondolava al ritmo della marea che avanzava inarrestabile, la luna, di un rosso imprevisto, scompariva all’orizzonte, la folla numerosa si aggregava a centinaia di metri di distanza, la bandiera della marina italiana sventolava alta nella brezza fresca. Quando il primo fuoco ha spianato la strada ai molti altri a venire – vere magie pirotecniche – tutti hanno fatto silenzio, impazienti come bimbi al luna park ci siamo alzati in poppa e in precario equilibrio abbiamo incollato i nostri occhi spalancati allo schermo.

Ma lo schermo non c’era, tutt’intorno acqua, notte e flutti iridiscenti. Pura libertà.

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