Signore e signori: le nuove tendenze del momento

Lo ammetto: sono allergica ai venditori di nuove filosofie, trend, fashion e correnti di pensiero.

Quando qualche amica si sofferma più volte ad elencare le caratteristiche portentose, le doti miracolose di alcuni prodotti che ha iniziato ad usare – con la veemenza nello sguardo di vuol dire “provami, soddisfatti o rimborsati” – è la volta buona che non li proverò mai.

Qualcuno potrebbe chiamarla ‘anarchia’, e forse con un’accezione personale dell’ideologia, lo potrebbe anche essere; ma io penso sia dovuto alla mia connaturata incapacità di vendere (e le miei esperienze lavorative in questo campo ne sono un patetico esempio).

L’idea di assumermi la responsabilità di convincere qualcuno a seguire le mie idee, mi ricorda troppo il “ventennio”.

La nuova moda del momento, soprattutto per i quasi quarantenni della mia generazione, è quella di diventare vegan.

Se non sei vegan, non sei nessuno.

Gente che per più di un trentennio si strafogava di salsicce e salame, arrosti di maiale e prosciutto crudo, ora, davanti a un piatto di ragù, volta la testa e il naso all’insù, annunciando un: “No, grazie. Io ora non mangio più carne”.

Onde evitare la rivolta di vegetariani e salutisti, chiarisco che non sono contraria a chi ha fatto di questa filosofia la propria scelta di vita; anche noi da qualche mese (dopo la visita di un’amica vegana ma vegetariana da tutta una vita) abbiamo cominciato a non mangiare più carne rossa (i polletti ahimé quelli continuiamo ancora a farli fuori) e contiamo di proseguire col tempo verso una migliore etica alimentare.

Quel che mi lascia perplessa, sono i subitanei innamoramenti, le virate totalitarie come moda del momento.

Un’altra tendenza tra i quarantenni – di solito indice di una crisi di mezza età – è quella del triathlon: nel giro di qualche mese se li incontri per strada stenti a riconoscerli; quelli che un tempo viaggiavano con un airbag ad altezza pancia adesso fendono l’aria, smunti. Quando ti vedono per strada ti squadrano dall’alto delle loro scarpe aerodinamiche da 250 euro e ti dicono: “Dovresti iniziare a correre, ti fa sentire da dio”. E io, dentro di me, non riesco a non pensare alla maratoneta che durante la gara se la fece addosso piuttosto che fermarsi.

Chi segue la corrente ecologica, biologica, naturalistica, verde, Km0, – chiamatela come vi pare – è di solito una persona molto ‘informata sui fatti’: conosce tutte le proprietà delle piante, sa dirti la differenza tra un prodotto industriale e uno naturale, curerebbe, se potesse, l’appendicite di tuo figlio con l’olio tea tree.

Sono gli stessi che poi prendono l’aereo per andare in vacanza, usano l’asciugatrice dopo ogni lavaggio, guidano scooter e macchine per andare ovunque.  

E ci sta, perché essere ‘duri e puri’ al 100% è pressoché impossibile, e quando uno ci riesce, spesso il vuoto che ha creato intorno a sé – diventando una macchietta su cui fare battute all’ora dell’aperitivo – è così grande da far dubitare se ne valga veramente la pena.

La cosa ridicola è che in linea di principio condivido sia il vegetarianismo che l’ecologia, solo non voglio diventare la talebana che – scusate il termine poco giornalistico – la mena agli altri. Mettere se stessi e quello in cui si crede su un gradino più alto rispetto al resto, sfocia irreparabilmente nell’antipatia.

Ma se dovessi, come compito affidatomi da un’insegnante immaginaria, fare un tema su un modo alternativo – ma per nulla nuovo – di vivere, spenderei qualche parola sul provare a perseguire “il minimo spreco” o addirittura “l’auto sufficienza”.

Con la cura del nostro orto, quest’estate siamo quasi arrivati a non dover più comprare verdura dal fruttivendolo, alzarsi al mattino e cercare quello che di nuovo c’è da cucinare per pranzo, raccogliere venti chili di pomodori e fare la salsa per l’inverno, sbollentare zucchine e melanzane per metterle nei vasetti…beh ti riconnette con la terra a cui sento di appartenere.

Non vi dirò tuttavia di fermarvi dal primo vivaio che incontrate e far man bassa di piantine e semenze, non vi dirò neanche – se non avete un giardino – di piantare i pomodori sul vostro terrazzo e nemmeno di raccogliere tutte le prugne dell’albero di vostra nonna per fare la marmellata.

Perché c’è una bella differenza tra fare divulgazione e proselitismo.

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5 pensieri su “Signore e signori: le nuove tendenze del momento

  1. In parte hai ragione, molte persone sono vegetariane poi durante la giornata commettono tanti atti che vanno sia contro la natura sia contro gli animali. Però esistono anche persone che sono, per citare le tue parole, “duri e puri”.Si esistono, io non mangio e non bevo nulla che sia confezionato, non uso medicine di nessun genere, non uso indumenti in pelle, utilizzo solo cosmesi biologica, nonostante questo vivo bene ed eventuali commenti di persone che non condividono il mio stile di vita non mi interessano assolutamente.Pensa……. non guido nemmeno la macchina(per scelta),ma non mi sento assolutamente un disadattato, anzi….. quando mi incontro con i miei amici, che più o meno seguono il mio stesso stile di vita, ci divertiamo a prendere in giro le persone assuefatte dallo stile di vita capitalista.

    • Se sei contento, soddisfatto e appassionato, bravo! Quando uno segue senza riserve e con amore la propria filosofia di vita è solo che da ammirare. Io per esempio amo molto la bicicletta, però venire giù dal monte dove vivo io, con due piccole, per portarle all’asilo lo vedrei un po’ complicato…
      L’importante credo, sia per macchina, ecologia, vegan etc.. sia informare gli altri ma senza assillarli e menargliela, perché spesso si ottiene l’effetto contrario.
      Grazie per il tuo commento.
      e.

      • Complimenti per il tuo blog, scrivi molto bene a ti fai leggere volentieri. Sull’argomento di questo post ti invito a leggere uno dei miei ultimi articoli…
        Ciao!

      • grazie! ci andrò senz’altro in giornata.
        a presto,
        erica

  2. Scusami, mi sono accorta che non ti ho indicato l’indirizzo del blog:www.terraemadre.com

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