Cimento a Levanto: un tuffo nel nuovo anno

cimento levanto

L’acqua è da sempre, in tutte le religioni, un elemento purificatore che avvicina al divino.

Il bambino cristiano viene purifcato dal peccato originale mediante il rito del Battesimo, il mussulmano si lava prima della preghiera, il devoto hindù si bagna ogni mattina sulle rive del Gange.

Anche per chi non ha velleità spirituali, l’acqua è un richiamo irresistibile e magnetico.

L’anno scorso, nonostante i buoni e coraggiosi propositi – guastati forse da quel paio di cotechini e un numero imprecisato di bottiglie di vino – siamo solamente stati capaci di partecipare come pubblico, al Cimento invernale che si tiene a Levanto ogni anno.

Dopo dodici mesi di mantra pronunciato a bassa voce e che recitava più o meno così –anch’iofaròilbagnoilprossimoanno – e un ultimo dell’anno da monaca senza nemmeno un brindisi a mezzanotte (il convento passava un vecchio film di Humprey Bogart) eravamo pronti per salutare il nuovo anno con un tuffo nel mediterraneo.

Alle undici la folla radunata davanti alla spiaggia era già numerosa, nonostante una pioggiarellina fina che cominciava a cadere sottile, e si notava chiaramente un gruppo di professionisti del tuffo di inizio anno: sicuri di sé, a proprio agio, in ciabatte e calzoncini aspettavano solamente che il presentatore desse il via, mentre i successi tecno anni ’90 si diffondeva su tutta la baia.

Noi, che facevamo parte del gruppo dei titubanti – un po’ come quelli che si imbucano ad una festa – ci guardavamo negli occhi (avevo convinto un’amica polacca a tuffarsi con noi e ora mi guardava con il panico scritto in faccia) chiedendoci chi ce l’avesse fatto fare.

Allo stand delle iscrizioni, invece delle sperate rassicurazioni, ci dicono che “sì, l’acqua è fredda e che bisogna frizionarsi un po’ per volta”.

Se non altro, nessuno è mai morto durante il Cimento…

Qualcuno sta già nuotando ad una certa distanza e una signora di ottantadue anni mi dice che viene ogni mattina a tuffarsi nel mare.

Se ce la fa lei, ce la farò anch’io. Mi convinco mentre mi cambio nello spogliatoio delle donne, dove scopro che non solo sono una pivella, ma anche impreparata: ho dimenticato le ciabatte da spiaggia e non ho un accappatoio. Esco in bikini scalza sotto il piumone nero mentre tutte le altre donne sono perfette, molte hanno pure la cuffia da bagno.

Siamo centosedici partecipanti, c’è un signore con la bombetta e il corpetto da musicista, una donna sui settanta con un costume leopardato che non lascia molto all’immaginazione, e poi bambini e stranieri. L’atmosfera è bellissima e la folla ci fotografa all’interno della nostra passerella, sembriamo atleti all’arrivo di una maratona olimpica.

Sono le dodici quando lo speaker annuncia che mancano due minuti. Con i piedi ghiacciati in mezzo alle alghe, mi tolgo il piumone e abbaglio tutti con il mio splendore pallido (almeno mi sono depilata a casa).

E’ l’ora del via.

Si corre verso il mare, tutto è vagamente confuso e surreale. L’acqua è ghiacciata – quattordici gradi – ma solo un grado più fredda dell’aria. Doug si butta fino al collo e girandosi mi guarda, sembra che abbia visto la morte in faccia.

Il meglio che riuscirò a fare, in quei trenta secondi scarsi in cui rimango in acqua, sarà di bagnarmi fino al seno. L’ho detto, sono una pivella. Ma tutto sommato, c’ero anch’io e il prossimo anno giuro che arriverò alla testa. 

Al largo, una ventina di bagnanti sguazza vicino a due Terranova addestrati per il soccorso, rimangono in acqua almeno dieci minuti e sono tutti più vecchi di me.

I partecipanti hanno diritto ad avere vin brulè, polenta e frittelle e in più una bottiglia di vino omaggio.

La folla si disperde e la pioggia si fa più fitta.

Ci siamo tuffati nel nuovo anno e la forza mistica dell’acqua ha lavato via i  peccati dell’anno passato.

Buon 2013 a tutti, sacri e profani.

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5 pensieri su “Cimento a Levanto: un tuffo nel nuovo anno

  1. Ero uno di quelli che ha raggiunto la barca e ha nuotato per quasi 10 minuti. Era la prima volta che facevo il bagno a gennaio. Dopo un attimo di stupore e di freddo il mio corpo ha reagito dandomi una straordinaria sensazione di calore e di energia. Sono uscito quasi riluttante, dopo essermi abituato alla temperatura dell’acqua. Grazie Levanto!

    • Beh ma sei un grande! Dopo essere tornata su dall’acqua ho provato tanta ammirazione e un pizzico d’invidia per voi che stavate al largo. Comunque sia andata, è stata un’esperienza magica che voglio ripetere ogni anno, da parmigiana emigrata in Liguria!
      Ciao e grazie per il commento
      erica

      • Erica, bello il tuo resoconto del cimento.
        Concordo con Vincenzo.
        Lo scorso inizio di dicembre,un vecchio cimentista incallito ,dopo il primo appuntamento invernale a Sestri Levante, ci ha dato questi consigli:
        entrare in acqua lentamente(e’ un po una tortura inizialmente), non muoversi,e aspettare proprio quei trenta secondi necessari al corpo per adattarsi;poi ci puoi stare alcuni minuti senza sentire piu’ il freddo e anche nuotare…Non allontanarsi troppo da riva, almeno a gennaio….
        Un bel inizio anno a Levanto, anche io ero contento di aver
        partecipato ,nonostante il tempo non da liguria.

      • Grazie Carlo.
        Sì, è un’esperienza unica – che molti forse non capiscono – (tanti dicevano, “attenta ti darà una sincope!) e che voglio fare mia da ora in avanti!
        D’altraparte, ci siamo trasferiti in Liguria per il mare, dobbiamo sfruttarlo 12 mesi l’anno!
        Pensa che al cimento c’era una signora di 82 anni che fa il bagno anche in inverno tutti i giorni. Mitica!

        Buon anno
        erica

  2. Per informazione,sabato c’e’ un cimento a Bogliasco, club nautico ,dalle 10 iscrizioni e alle 11 bagno..

    carlo

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