La malattia secondo gli americani

ipocondriaco

Questa mattina, una mia studentessa – mentre ripassavamo il passato prossimo –  mi raccontava di come ha passato il giorno del suo compleanno. E’ andata nel cottage dei suoi nonni, sul lago Erie (quante possibilità ci sono che a Levanto ci sia un’americana del Michigan che vuole imparare italiano?) con un’amica. Dopo un paio di giorni, hanno entrambe scoperto di avere le zecche in testa.

A quel punto, hanno deciso di lasciare di corsa il buen retiro canadese.

“Siete andate subito in ospedale, vero?”

“Oh, no.”

“Beh, vi siete fatte visitare da un medico?”

“Neanche”

“Avete preso qualche medicina?”

“No. Abbiamo tolto le zecche e basta”.

Questa è una piccola, meravigliosa storia di eroismo medico americano; gli americani riescono ad essere stoici non solo in guerra, ma anche quando si tratta di malattia!

Come la mia studentessa, milioni di altri americani – costretti anche da un sistema sanitario che non lascia spazio per i cagionevoli né tantomeno per gli ipocondriaci – non corrono dal dottore per ogni piccolo malanno (se non quando strettamente necessario, praticamente in punto di morte).

In una situazione analoga, a contatto con le zecche, un italiano sarebbe andato dritto al pronto soccorso, sulla strada avrebbe chiamato il medico di fiducia, avrebbe googalato su wikipedia “zecca” e scoperto tutto lo scopribile sulla malattia di Lyme, sarebbe probabilmente restato a casa dal lavoro il giorno dopo, nonché vissuto nella paranoia più nera per i seguenti trenta giorni.

Quando si vede un gruppo di italiani alla fermata dell’autobus, agli angoli delle strade, davanti al bar, intenti in conversazioni fitte e succose, non pensate che stiano parlando dell’ultima nottata di sesso con la propria compagna o del fornaio che fa gli occhi da triglia … macché, stanno parlando di chi è morto nel quartiere (con dovizia di particolari sul come), o di una malattia sopraggiunta a qualche famigliare.

E pensare che gli americani sono esposti anch’essi al bombardamento televisivo sui nuovi farmaci nel mercato o sui possibili effetti di terapie sbagliate (pullulano le reclame di avvocati che incentivano i pazienti a intentare causa alle case farmaceutiche); tuttavia nella cultura popolare e in società, parlare di malattie altrui o proprie è assolutamente out.

Gli italiani invece non hanno particolari preoccupazioni di perdere il proprio sex-appeal mostrandosi vulnerabili, e capita spesso di venire a sapere – dalla bocca dello stesso protagonista – che anche il più figo, sia stato vittima di un attacco di diarrea durato trentasei ore.

La figlia di una mia amica, all’età di sei anni, sapeva perfettamente tutti i termini medici legati alle più comuni malattie in età pediatrica poiché la madre l’aveva fornita – terrorizzandola a sua insaputa – di tutte le nozioni di base in caso di streptococco, influenza, acetone, polmonite.

Se dovessero fare una statistica, gli italiani risulterebbo tra i maggiori ipocondriaci nel pianeta.

E ci credo, all’ospedale ti visitano gratis o al massimo per il prezzo del ticket!

I medici di base non sono solo dottori, ma veri psicologi a cui i pazienti si rivolgono quando la moglie o il marito non li sopportano più.

Di fatto poi l’italiano non è mai stato per natura virile ma piuttosto un cascamorto che punta sulla simpatia piuttosto che sulla forza.

Quindi, se state aspettando vostro figlio uscire da scuola e vedete un gruppetto di genitori fermi sul piazzale con aria cospiratoria, state pur tranquilli.

Non stanno sparlando del vostro look da casalinga disperata ma di quante volte hanno vomitato a causa del viruso gastrointestinale o se si conoscono bene, sulla consistenza delle loro feci.

Annunci

2 pensieri su “La malattia secondo gli americani

  1. Molto spiritoso il tuo post! Però ammettiamolo che anche se si va in ospedale è come non andarci e forse sarebbe anche meglio per come funziona la sanità Italiana.
    Sarà anche quasi gratis e proprio per questo fa acqua da tutti i buchi!
    Io spero solo di non aver mai bisogno di un ospedale ,il solo pensiero mi paralizza e terrorizza! 😯
    Ho un figlio ipocondriaco ( Tutto l’opposto di me) certe volte mi fa venire un nervoso che non ti dico!
    Un caro saluto
    liù

    • un amico mi ha appena detto che, in preda a dei crampi pazzeschi allo stomaco, va al pronto soccorso. Aspetta fino alle tre di notte, lo visitano (lui ha anche un’ernia inguinale e pensava fosse quella) e non trovano nulla. All’uscita, deve pagare … 140 euro!!
      Quindi, in effetti non sono neanche più così economici come una volta!
      Grazie del commento.
      erica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...