Italia senza quattrini e la generazione fantasma

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Che i soldi siano finiti lo dicono da tempo i maghi della finanza, i politici della prima e ultima ora, gli esperti comodamente seduti nei salotti delle trasmissioni impegnate. 

Lo gridano in strada un po’ tutti, toccati dalle conseguenze della malapolitica che negli ultimi vent’anni ha infettato la vita sociale e culturale del paese, nonché quella economica.

Eppure sono spesso i piccoli fatti quotidiani a trasformare un chiacchierìo martellante in una vivida realtà.

In prefettura per avviare le pratiche per la cittadinanza, a mio marito viene detto di stamparsi da casa i moduli per la richiesta, perché “loro non hanno più neanche i soldi per fare le fotocopie”.

E’ oramai prassi del corriere che ci recapita i pacchi, contattarci tramite una telefonata a carico del destinatario, quando è in strada per una consegna.

Il tecnico del gas, incaricato dell’allaccio nella nuova casa, mi fa uno squillo sul cellulare e poi butta giù. In giro per i monti col cane, aspetto qualche minuto prima di vedere chi mi ha cercato. Non contento dei miei tempi di reazione, mi manda un sms scrivendo “sono il tecnico dell’ XXXX, mi può chiamare?” Ma come, vi ho appena sganciato 400 euro solamente per passare al gas metano, e devo pure pagarvi la telefonata?

Dei miei amici e conoscenti, nessuno riesce, a fine mese, a mettere via dei soldi; il concetto di risparmio – tanto caro alla generazione precedente – è andato giù dal cesso, e hanno pure tirato lo sciacquone.

Chi si è comprato casa l’ha fatto perché i genitori gli ha regalato i soldi o hanno ereditato la casa dei nonni. Chi non ha una casa di proprietà, resterà in affitto ancora per un bel po’ di tempo.

L’eredità che lasceremo ai nostri figli, nella maggior parte dei casi non sarà il frutto dei nostri sacrifici ma di quelli dei loro nonni o bisononni.

In questa prospettiva, la nostra è una generazione fantasma, una che non lascerà troppe orme nella storia, di passaggio, in un mondo costruito per noi e che abbiamo contribuito poco a costruire.

Un po’ perchè non ci hanno lasciato troppi mezzi per farlo, e quel poco che c’era se lo sono mangiato i signori con le auto blu che si portano a casa dodicimila euro a mese.

E un po’ perché l’Italia è una bella addormentata nel bosco, da anni in stato comatoso e avvezza a tutto come una vecchia bagascia.

Perché la grande colpa italiana rimane sempre l’accidia.

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