Primo giorno in spiaggia

massaggiatrice cinese. png

La massaggiatrice cinese che in estate macina chilometri sulla spiaggia assolata, mi guarda da lontano e riconosce il gruppo famigliare a lei noto. “

Cia-o, co-me sta-i?”

Mi fa con quel suo accento cantilenante tipico dei cinesi.

“Bene e tu?”.

Mi sento quasi lusingata che nonostante la moltitudine di volti che vede ogni anno, ci abbia riconosciuto. D’altra parte, l’anno scorso si è timbrato il cartellino al mare praticamete ogni giorno…

“Be-ne. Sono cre-sciu-te.” Accenna alle bambine.

Il primo giorno di caldo in una località turistica sul mare, per lei significa solo il ritorno al lavoro e infatti, a due metri da noi, comincia a massaggiare le abbondanti forme di una ragazza con la voglia di rilassarsi.

C’è il padre di famiglia di Milano che azzarda un costume slabbrato di un grigio sbiadito che non gli fa onore, nascondendo a malapena, quello che i bagnanti non aspirano minimamente a vedere. Della prova costume non gli interessa gran che, sarà per via di quei peli sulla schiena e sulle spalle che ricciuti lo ricoprono impietosi e con i quali da sempre deve convivere in tutte le stagioni.

Ci sono gli stranieri che mangiano avidi pezzettoni di focaccia trasudante olio e pizza tiepida come fossero sul tavolo di un ristorante tre stelle Michelin.

Un gruppetto di spagnole si riprendono in topless e scattano foto, brune bellezze mediterranee, con lo sfondo di Villa Agnelli.

Gruppi di genitori bianchicci minacciano monelli incuranti con la solita sfilza di comandi impersonali tipo “non si tira il pallone alla gente” o “si sta attenti a non tirare la sabbia” o l’evergreen “non si fa”; mentre i figli, scugnizzi tornati alla libertà dopo nove mesi di freddo, continuano a spaccare le balle alla gente intorno a loro.

Una coppia gay tedesca beve una Beck’s ghiacciata e il gruppo di olandesi più in là si tuffa senza ripensamenti nell’acqua frizzantina.

Noi, ci amalgamiano benissimo in questo contesto umano che si ripete ogni anno, sempre diverso.

Bianchi e pelosetti, già rossi dopo un’ora di sole, stravaccati in un estasi sognata da tempo, ce ne infischiamo delle nostre figlie che in mutande, ruzzolano nella sabbia, appiccicose e sudaticce.

Siamo tutti in pole position, pronti per ricominciare la nuova stagione estiva 2013.

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2 pensieri su “Primo giorno in spiaggia

  1. Ormai l’estate è, a tutti gli effetti, entrata dalla porta principale, anche qui sono tutti al mare, e, tu pensa, nonostante il mare sia qui, sotto casa, ancora neanche i piedi mi sono bagnata.

    • non so come è stato l’inverno dalle tue parti (e la primavera) ma qui siamo ancora inzuppati di pioggia…perciò siamo diventati dei tossici da sole, appena la giornata sembra promettente non ragioniamo più!

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