Morire sul lavoro

morti bianche

A trent’anni era il vice allenatore della squadra di calcio del bar del quartiere.

Aveva la dedizione di quelli precisi e meticolosi che compilano la lista dei convocati, la formazione e le altre faccende burocratiche senza mia sbuffare.

Con la squadretta del bar avevano fatto grandi cose e vinto quasi tutto. E alle cene annuali dopo che la squadra si era sciolta, un paio di episodi saltavano sempre fuori. Di quella volta che avevano chiuso l’arbitro nello spogliatoio (e dopo venticinque anni, il colpevole era ancora avvolto da omertà e mistero), o quando il terzino, in una domenica mattina di novembre, aveva avuto una scarica di diarrea in campo. Bischerate indimenticabili per tutti gli uomini che hanno diviso uno spogliatoio.

A cinquantasette anni, cominciava a imbastire qualche pensiero sulla pensione, lontana sì ma non così tanto. Un viaggio in America, una buona parte per la figlia ancora adolescente, lo sfizio di un bell’orologio.

La sera prima aveva fatto l’amore con sua moglie ed aveva riposato come un bambino; al mattino, salutandosi, si erano scambiati un frettoloso bacio sulla bocca mentre lei  beveva il caffè in piedi.

Dieci minuti in scooter, ed era al lavoro.

Dà sempre una sensazione di freddo l’immagine di qualcuno che va al lavoro incontrando la morte.

Nella piazzale del magazzino nessuno sa bene dove stesse andando e perchè, è possibile che dovesse inventariare qualche bancale in arrivo. Dettagli di poco conto perchè qualsiasi cosa dovesse fare, non è riuscito a terminarla.

Quelli che l’hanno trovato, poco tempo dopo, sostengono che fosse già morto.

Dicono che sia stato un tragico incidente, una triste fatalità, che qualcuno abbia commesso un errore e sia stato preso dal panico, scappando.

Dicono che ci siano due indagati per omicidio colposo.

Ci sono controsensi che sfuggono alla logica: in Italia non c’è lavoro e chi ce l’ha, ci può morire.

Ma per la moglie e la figlia, l’unica domanda che continua a risuonare è perchè sia dovuto succedere proprio a lui.

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