Mamma ho scordato i bambini

mamma ho perso l'aereo

E’ un periodo strano. 

Strane cose accadono. 

Come consumare una cena con dei clienti, assicurarsi che paghino la loro parte e poi, come niente fosse, dimenticarsi di sborsare la propria.

Come prendere l’aperitivo al bar con gli amici e uscire senza aver messo mano al portafoglio. 

Mai però avrei pensato di arrivare a scordare le mie figlie!

Su due piedi, potrebbe apparire più grave di quello che è stato, eppure…

Da dieci giorni all’ingresso dell’asilo spiccava un grande cartello con scritto a caratteri cubitali: “Giovedì 21 uscita bambini ore 14,00”.

Sia io che mio marito l’abbiamo più volte letto, memorizzato e salvato in un file del nostro cervello.  

O almeno così credevamo.

Ieri pomeriggio, dopo un pranzo veloce, mio marito completava spiritato la revisione di un libro che sta finendo di tradurre e picchiava sui tasti con ritmo frenetico. Tic tichitic, tac tichitac.

In giro dalla mattina, avevo concluso le mie noiose faccende pseudo-lavorative e venivo afferrata, senza possibilità di ribellione, dal fatale abbiocco post-digestione.

Il paesaggio fuori era desolante: le canne nei campi erano sbattute dalla furia del vento e qualche sporadica raffica di grandine intervallata a quella pioggia fine, destinata a durare per tutto il pomeriggio.

Dove andare? Che fare fino alle tre e mezza?

Niente di meglio che scivolare silenziosa sotto il piumone – ma non sotto le lenzuola, in modo da conservare l’alibi di non averla fatta troppo grossa ritornando a letto in modo spudorato…

Il sonno mi ha avvinghiato in un secondo, grazie anche a quel tic tichitic di sottofondo.

Dopo un tempo indefinito il mio cellulare comincia a strillare per un intervallo che pare un’eternità. Si trova al piano di sotto e manco un cataclisma può smuovermi dalla mia cuccia bollente. 

Trenta secondi e il cellulare riprende a squillare.

“Chi è questo rompicoglioni che mi cerca a quest’ora? Scommetto che è la Nina, la Pinta o la Santamaria. Ne sono sicura!”. Biascico al di là della comprensione. 

Mio marito, staccatosi in pre-allarme dal suo ticchettìo, scende giù per controllare. Sa meglio di chiunque altro che per alzarmi, quando verso in queste condizioni, ci vorrebbe una carrucola. 

“Era l’asilo”.

Merda! Il cartello, giovedì 21, uscita anticipata…

“Che ore sono?”

“Le due e mezza. Corro io.”

E in un attimo è già fuori che parla con le maestre al telefono, rassicurandole che tempo due minuti sarà là.

Mi vesto, rifaccio la mia cuccia e scendo giù ad aspettare la combricola, provando a convincere me stessa che la mia défaillance soporifera, in realtà, non sia mai accaduta.

Nel frattempo, una dieta a base di pesce non ci farebbe affatto male.

 

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Un pensiero su “Mamma ho scordato i bambini

  1. Non ti buttare troppo giù, è capitato anche a me di lasciare mio figlio a scuola in un giorno di uscita anticipata, perché nell’attesa dell’orario mi misi a fare altre cose e mi passò il tempo senza rendermene conto. Pensa che comunque erano in un luogo sicuro. Però, di contro, c’è lo stesso il senso di colpa per lo pseudo-abbandono, e soprattutto la preoccupazione di stare perdendo colpi…:-(

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