Non c’è due senza tre

mamma canguro

In principio sono quelle due righette che si evidenziano su una stecchetta lunga dieci centimetri e che, a seconda dei casi, ti fanno urlare di gioia o cadere la mascella tipo Tom the cat.

Da subito compare quella sensazione di non avere mai fame (e chi ce l’ha è parecchio fortunata perchè si evita, come ridere, quei tre chili in partenza) e quella costante che ti accompagna, almeno per i primi tempi, al mattino: la nausea.

Ci sono giorni in cui vorresti strozzare tuo marito solo perché lui “non ce l’ha” e continua a fare le stesse cose di prima, con la stessa freschezza e agilità. E tu, trasformandolo nel tuo personalissimo Signor Malaussène, lo insulti e lo maltratti. E’ sbagliato e lo sai, ma ti fa sentire così tanto meglio!

C’è la stanchezza che ti fa spegnere come un Tamagotchi ogni volta che tocchi il divano, anche se avevi in programma un incontro con Clooney o l’ultima puntata della tua serie preferita. E quando ti risvegli, stordita e arrabbiata hai almeno tuo marito che…vedi sopra.

Durante la seconda parte ricominci a tornare padrona di te stessa e se non proprio delle tue emozioni (l’ormone è ufficialmente impazzito e ogni volta che ascolti Vasco non riesci a finire l’urlo, che già ti si gonfia la trachea perché anche tu ti senti, in qualche modo, “ancora qua”) almeno del tuo fisico.

Ma poi scopri, alla terza o quarta pesata, il perché la tua bilancia si fermava sempre sullo stesso numero. E la ragione non è perchè sei stata brava nel contenerti, ma perchè costava undici euro e si è rotta quasi subito. Così, quando il dottore ti pesa, scoprirete insieme che i sette chili di differenza non sono mai in difetto.

Se non altro, arrivi a un punto in cui la gente per strada non pensa più che hai mangiato come un porco, ingrassando otto chili, a causa di qualche disgrazia famigliare, e che oltre il vestito c’è di più.

Si avvicina il terzo periodo e quando ti sembra che forse, anche questa volta ce la stai per fare, iniziano i fastidi, pruriti, dolori e gonfiori, messi lì apposta, per donarti quel special glow di cui tutti reclamano di vederti circondata.

Nel tempo di un anno scolastico, ti sembra di non aver imparato niente e di aver preso a stento una sufficienza.

Ma questo lo sapevi già, e nonostante tutto, hai avuto ancora la forza o la scempiaggine, di rivivere un’altra volta le gioie della gravidanza. 

Come si suol dire: “non c’è due senza tre”, ma il quattro – è garantito – non verrà da sé.

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